Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224
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La mimosa, il simbolo povero della giornata della donna

Era la fine della Seconda guerra mondiale quando in Italia si festeggiò nuovamente la Festa della donna, un appuntamento praticamente inedito, che aveva fatto la sua comparsa nel 1922 per essere poi presto vietato dal fascismo. E l'Italia era un paese allo stremo, affamato di futuro, che stava ricominciando a vivere e a curare le sue ferite. Le militanti dell'Unione donne italiane (Udi) si prodigarono così intensamente nell'organizzare quell'8 marzo del '46, dandogli un respiro nazionale, affinché fosse il segno di una nuova era di diritti.
A Roma fin dalla Liberazione, avvenuta nel giugno '44, gli aderenti ai partiti che avevano contribuito alla Resistenza si industriarono per ricucire tessuti sociali e politici atrofizzati dalla dittatura, per immaginare il Paese del domani aprendo riflessioni e dibattiti sulla stampa ormai libera di circolare. Fra quei fogli vi era anche 'Noi donne', voce dell'Udi, il cui primo numero venne stampato in clandestinità a Parigi nel 1937, per iniziativa delle antifasciste esuli oltralpe.
Ricordando i primi numeri che uscirono nella capitale Nadia Spano, antifascista, fra le fondatrici dell'Unione e di 'Noi donne' - che diresse fino al '45 - scriveva: “Può sembrare strano il fatto che accanto alle rivendicazioni del voto alle donne, problema di grande valore politico, sociale, di costume, si associassero richieste minute per superare lo stato di emergenza. Credo che fosse inevitabile: le famiglie vivevano in condizioni drammatiche, i problemi del quotidiano urgevano, dovevamo in ogni occasione farcene carico”. E tuttavia “le donne non volevano dimenticare, ma erano stanche di orrori, volevano guardare avanti, costruire una vita che fosse diversa e tuttavia che tornasse ad esssere normale, che non fosse comunque dominata dalle assenze, dalle provazioni e dalla paura”.
Per tale motivo la Festa dell'8 marzo 1946 non poteva che incarnare questa Italia libera, della pace, punto di inizio di una nuova fase della storia femminile. Quella giornata rappresentò un momento aggregativo e identificativo forte, gioioso e combattivo insieme. 
In quell'occasione la mimosa venne scelta quale simbolo. Il motivo è semplice: “Nei dintorni di Roma fioriva abbondante e poteva essere raccolta senza costi sulle piante che crescevano selvatiche”, spiega Marisa Rodano nel suo libro “Memorie di una che c'era”.

Una pianta da inizio primavera, popolare, semplice, vitale con il suo giallo sfacciato. Una pianta che quella scelta, pratica, ha trasformato nel tempo in un bene di consumo quasi di lusso.
E' innegabile infatti che si sia andato sempre più perdendo il senso della Giornata dell'8 marzo da quel nemmeno tanto lontano dopoguerra, riducendola ad una festa commerciale che i più associano a San Valentino, facendo la fortuna di fioristi, ristoranti e spogliarellisti.

Una festa nata negli Stati Uniti nel 1909, il 28 febbraio, quando il Partito socialista americano decise di dedicare un giorno in ricordo dello sciopero contro le condizioni di lavoro delle lavoratrici tessili di New York. Un'iniziativa che il congresso internazionale socialista di Copenhagen assunse, in onore al movimento per i diritti delle donne. La prima Giornata internazionale della donna venne così celebrata il 19 marzo del 1911 in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera, per reclamare, accanto al diritto di voto, migliori condizioni lavorative e la fine delle discriminazioni. Strategica come strumento di protesta contro la Grande Guerra, venne infine scelta dalle popolane russe come momento per la discesa in piazza, al grido di “Pane e pace”, nella rivoluzione di febbraio (marzo per il calendario gregoriano) del 1917.
In Italia la Festa della donna venne celebrata la prima volta nel 1922 per iniziativa del neonato Partito comunista, ma fu dal 1945 in poi che assurse a simbolo di una questione di genere che rivendicava attenzione grazie a donne tenaci quanto lungimiranti, le quali seppero porre problematiche e suggerire risposte. E questo dovrebbe ancora rappresentare la Festa della donna: un'occasione di riflessione e di rivendicazioni quanto mai necessarie oggi, nell'attuale crisi sociale, economica e politica, dove il diritto alla maternità è un privilegio di chi ha contratti dignitosi; dove i lavori condannati al precariato sono quelli con maggiore impiego di personale femminile: servizi, assistenza, educazione; dove il matrimonio e il ruolo da casalinga sembrano gli unici orizzonti desideraibli o quanto meno possibili per il “secondo sesso”.
Un giorno all'anno da cui partire per riacquistare consapevolezza, reimparare l'aggregazione, la costruzione e, soprattutto, la solidarietà.
 
Gemma Bigi
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE



68° ANNIVERSARIO DELLA RESISTENZA A GARBAGNA (AL)
DOMENICA 17 MARZO 2013


Domenica 17 marzo con il Comune di Garbagna, la Provincia di Alessandria, l'ANPI Provinciale, l'ANPI di Tortona e l'ISRAL di Alessandria ricordiamo i Caduti e rinnoviamo la nostra fedetà ai valori su cui è fondata la nostra convivenza civile e i principi fondamentali della COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
"Ovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità...lì è nata la nostra Costituzione" Piero Calamandrei
Programma:
ore 10,30 - ritrovo dei partecipanti nella Piazza della Chiesa presso la sede del Comune;
ore 10,45 - deposizione corona al Monumento Caduti; deposizione corona alla lapide dedicata ad "Argo" (Aldo Ravetta), comandante partigiano caduto il 14 marzo 1945; deposizione corona ai Caduti per la Resistenza;
ore 11,00 - saluto del Sindaco di Garbagna, Natalino Ormelli; saluto del Presidente dell'ANPI di Tortona, Dott. Riccardo Prete; orazione ufficiale, Sen. Federico Fornaro, storico.

Governo, Gianfranco Polillo: "Fascismo ha fatto cose positive. Mussolini? Ha fatto bene fino al '35" 

"Il fascismo ha fatto cose positive. Mussolini? Ha fatto bene fino al '35". Gianfranco Polillo interviene al programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. Il sottosegretario all'Economia ha dato il suo giudizio su quanto fatto da Benito Mussolini. Secondo lui il fascismo ha fatto cose buone. Se ha sbagliato, l'ha fatto entrando in guerra e alleandosi con la Germania. Insomma, per Polillo è come se le leggi fascistissime del '25 e '26 non fossero mai esistite. Come se il regime non fosse nato sulle ceneri di un omicidio politico, quello di Giacomo Matteotti. Ma non si ferma Polillo e si lamenta dello stipendio: "Ci pagano ancora, ma poco... 15mila euro al mese".
Le cose positive del fascismo. “Ricordate che diceva Togliatti del fascismo? Diceva che c'era un controllo del governo autoritario però c'era un grande consenso nel paese. Se lo diceva Togliatti...” Ma a suo avviso - gli chiedono Sabelli Fioretti e Lauro -, il fascismo fatto anche delle cose positive oppure no? “Come tutti i governi ha fatto delle cose bene e delle cose sbagliate”.
E quelle positive quali sarebbero? “Per esempio lui si è inserito in tutta quella che è stata l'elaborazione politica degli anni Trenta: Roosvelt, il keynesismo. E ha creato le basi del welfare in Italia, questa è stata una cosa estremamente positiva”. Altre cose positive? “Ha favorito il processo di conversione industriale, ha avuto una grande attenzione a quelli che erano gli aspetti del futurismo, che non era solo arte ma anche scienza”.
E gli aspetti negativi? “Le cose disastrose sono state l'entrata in guerra con la Germania, la sottovalutazione e il non aver capito quella che era la forza dell'America”. E le leggi razziali? “E' tutto consequenziale all'alleanza con la Germania”. Quando che c'è stata la cesura tra il Mussolini positivo e quello negativo? “E' iniziato intorno al 1935”, ha detto Polillo a 'Un Giorno da Pecora'.
15 mila euro al mese sono pochi. Ora che il governo di cui ha fatto parte è in fase di transizione, lei viene ancora pagato? “Ancora sì, poco ma ci pagano”. Quanto? “Un sottosegretario prende sui sei o settemila euro al mese”. Non sono 15mila al mese? “Lordi, ma netti sono sei o settemila”. Il movimento di Beppe Grillo le fa paura? “No, assolutamente. Anzi credo che abbiano un ruolo importante, perché hanno costituzionalizzato il dissenso”. Tuttavia, sembra che non si riesca a fare un governo, né con Grillo, né con PD e PdL. Se si dovesse andare avanti coll'esecutivo Monti di cui fa parte, a lei starebbe bene? “Come in Belgio? Sì, io infatti faccio il tifo per il Belgio”. Anche se non si fa il governo – lo incalzano i conduttori – lei continua a prendere circa 500€ al giorno, giusto? “Certo“. Ed è vero che la sua pensione è di circa 18mila euro al mese? “Io prendo sui 9mila euro netti di pensione, ma ho versato contributi netti per 52 anni”, ha detto Polillo a 'Un Giorno da Pecora'.
FONTE:http://www.huffingtonpost.it/2013/03/06/governo-gianfranco-polillo-fascismo-ha-fatto-cose-positive-mussolini-ha-fatto-bene-fino-al-35-_n_2819039.html?utm_hp_ref=italy

Il "fascismo buono" della capogruppo grillina: ma cosa s'insegna nelle scuole?

"A proposito delle affermazioni di una esponente del gruppo dei "grillini " in Parlamento, Roberta Lombardi, rilevo ancora una volta che i pregiudizi, come quello del "fascismo buono ", sono duri a morire, anche quando confliggono con la realtà storica."
Inizia così una dichiarazione  di Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI, a commento delle dichiarazione della neo deputata del movimento cinque stelle, nonchè neo capogruppo alla Camera.
"Sarei curioso di sapere - sottolinea Smuraglia - in che modo e quando il fascismo avrebbe dimostrato un "altissimo senso dello Stato"; parimenti, sarei curioso di sapere quando sarebbe - sempre secondo l'On. Lombardi - cominciata le "degenerazione", se prima o dopo gli incendi delle Case del popolo, le aggressioni, le botte e le purghe a chi veniva considerato antifascista, la marcia su Roma, la progettata occupazione del Parlamento, gli omicidi compiuti già prima che il fascismo salisse al potere; e, magari, se prima o dopo le leggi razziali. Se quella del "fascismo buono" può essere ancora considerata una tesi proponibile, c'è da chiedersi cosa si insegni nelle scuole e su quali fondamenta riposi la cultura di certi esponenti politici".
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE
LA MEMORIA DELLE DONNE MIGRANTI
DI IERI E DI OGGI
Domenica 10 marzo 2013
ore 15,00
Museo Audiovisivo della Resistenza
Fosdinovo (MS)




E la capogruppo M5S alla Camera
scivolò sull'elogio del fascismo...


«Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia».

Così parlò Roberta Lombardi, neoeletta alla Camera dei deputati e appena nominata per alzata di mano, dall'assemblea dei grillini riuniti all'Hotel Universo di Roma con Grillo e Casaleggio, capogruppo M5S a Montecitorio.

Lombardi ha un blog che si chiama "Parla con me". Il 21 gennaio ha pubblicato un post dal titolo "Italia sotto formaldeide" dedicato alle polemiche su fascismo e Casapound.

Neanche a dire che dalla sua abbia l'inesperienza e l'ingenuità della giovane età: la neo capogruppo ha infatti 39 anni.

«Sono Roberta Lombardi - scrive di sé sulla sua bio  - romana, mamma di un bellissimo pupo di 10 mesi, attivista 5 stelle da circa 6 anni. Ho una Laurea in Giurisprudenza con tesi in Diritto Commerciale Internazionale conseguita alla Sapienza di Roma ed un corso post laurea in Sviluppo Manageriale (praticamente una editio minor di un MBA) frequentato presso la Luiss Management in edizione serale mentre lavoravo. Lavoro da quando avevo 19 anni, iniziando durante l’università per avere un’indipendenza economica dai miei genitori e poter girare il mondo». 

«Nella mia vita - continua sul blog - ho fatto la babysitter, l’animatrice delle feste dei bambini, la promoter nei supermercati, l’insegnante di ripetizioni, la segretaria di gare sportive, la segretaria e basta, l’impiegata di un ufficio commerciale e ricambi di macchine per palestra, la responsabile di un team di venditori e tecnici, l’organizzatrice di eventi e gare sportive, la stageur presso la Direzione Risorse Umane di una New Co., la selezionatrice di personale, la consulente Risorse Umane, la specialista in offerte per il contract internazionale, la buyer e la specialista della logistica». 

FONTE http://www.unita.it/italia/capogruppo-camera-alzata-mano-fascismo-casapound-mussolini-cinquestelle-meeting-eletti-grillo-m5s-1.486668

Per il 75esimo anniversario delle Leggi razziali italiane, il 10 marzo la prima edizione di ‘Passi per Ricordare’

Si tratta di una marcia sul percorso Villatella-Passo del Cornà

Domenica 10 marzo 2013, nel Settantacinquesimo anniversario delle Leggi razziali italiane, il Comune di Ventimiglia, con l’adesione di numerosi altri Comuni ed Associazioni (in basso), organizza la prima edizione di ‘Passi per Ricordare’, una marcia sul percorso Villatella-Passo del Cornà.
Questo il programma:
- Ore 8.30, ritrovo e partenza da Villatella
- Ore 9.00, ritrovo e partenza da Castellar
- Ore 12.00, al Passo, riflessioni a cura di Carlo Spartaco Capogreco, Jean-Louis Panicacci e di Giuseppe Momigliano Rabbino Capo di Genova 

Si richiede abbigliamento consono per un’escursione di montagna; acqua e generi di conforto. In caso di cattivo tempo, la manifestazione è annullata. Per informazioni telefonare al n° +39 348 6621253
(Comune di Castellar (F) – Comune di Vallecrosia – ANPI sez. di Ventimiglia - Comunità Ebraica di Genova, Comunità Ebraica di Mentone  - Yad Vashem Cote d’Azur  - AMEJDAM - Associazione ‘Giorgio Biandrata’ di Saluzzo - Associazione 'Il Ponte' di Vallecrosia - CAI sezioni di Ventimiglia e di Bordighera - Soms di Grimaldi - Fondazione Ferramonti di Cosenza -  Museo della Resistenza di Nizza) 

Fonte : http://www.sanremonews.it/2013/03/03/leggi-notizia/argomenti/eventi-1/articolo/per-75esimo-anniversario-delle-leggi-razziali-italiane-il-10-marzo-la-prima-edizione-di-passi-pe.html

APERICENA SOLIDALE
a proposito di donne...
SABATO 9 MARZO 2013
ORE 20,00
Società Operaia Cattolica S.Giuseppe 
Campomorone (GE)

8 MARZO 2013
LE CILIEGE SONO MATURE
TEATRO DON BOSCO - MACERATA
ORE 10,30



'Sei solo un comunista, viva Grillo': imbrattato il monumento per Picelli

Nella notte tra venerdì e sabato ignoti hanno vergato la scritta offensiva con un pennarello nero. Pagliari, senatore del Pd: "Il senso di responsabilità non può che indurre ad esprimere sdegno e ribadire che gli eroi della Resistenza e la stessa Resistenza sono un simbolo"



'Sei solo un comunista come Bersani, W Grillo'. Questa la scritta ritrovata sul monumento in bronzo dedicato all'eroe delle Barricate antifasciste del 1922. Nella notte tra venerdì e sabato ignoti sono entrati in azione ed hanno vandalizzato il busto in Piazzale Picelli. Una scritta in pennarello nero a macchiare la statua posta per ricordare chi guidò la lotta contro le squadracce fasciste guidate da Italo Balbo, un atto di inciviltà che viene oggi stigmatizzato dal neoeletto senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari. "Si tratta dell'ennesimo sfregio? - si chiede Pagliari - La dobbiamo considerare l'ennesima provocazione? Il senso di responsabilità non può che indurre ad esprimere sdegno e ribadire che gli eroi della Resistenza e la stessa Resistenza sono un simbolo ed un valore per l'Italia libera e democratica che nessuno riuscirà a cancellare".
FONTE:http://www.parmatoday.it/cronaca/statua-picelli-imbrattata-grillo-polemiche.html

Quattro neofascisti tra gli eletti del Movimento 5 Stelle

Ci sarebbero dei camerati tra gli eletti di Beppe Grillo, in particolare un senatore, due deputati e un consigliere regionale in Lombardia. È quanto afferma l’avvocato Vincenzo Forte, dirigente Msi e Unione patriottica, oggi elettore del Movimento 5 Stelle.


Secondo quanto ha affermato l’avvocato Vincenzo Forte, dirigente Msi e Unione patriottica, ed elettore del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, ci sarebbero almeno quattro neofascisti tra gli eletti del Movimento alle ultime elezioni. L’avvocato non fa i nomi dei presunti camerati ma fa sapere che si tratta di un senatore, di due deputati e di un consigliere regionale in Lombardia. Tutti i quattro eletti avrebbero militato nella Fiamma tricolore di Pino Rauti fino al 2002 e poi, in seguito, avrebbero mantenuto i contatti con l’area della destra radicale, con gli ambienti culturali come il Centro studi Polaris di Gabriele Adinolfi, il Movimento Zero di Massimo Fini e il comitato Destra per Milano di Roberto Jonghi Lavarini.
“Una precisa strategia di intrusione nel Movimento” - Vincenzo Forte parla di “un fenomeno molto ampio, profondo e radicato” che va al di là dei singoli casi isolati e che, secondo lui, si tratta di “una precisa strategia di intrusione nel movimento grillino, attentamente studiata e organizzata, a tavolino, e portata avanti, nella massima riservatezza e discrezione, da alcuni gruppi neofascisti locali, legati all’ex capo carismatico di Avanguardia nazionale, Stefano Delle Chiaie”. E la presunta apertura di Beppe Grillo alla destra italiana è stata oggetto di discussioni già in passato, per esempio in occasione del deposito dei contrassegni elettorali, quando il leader del Movimento 5 Stelle fece riferimento a Casa Pound.

FONTE: http://www.fanpage.it