Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Lingue nere contro l'ANPI e il suo giornale

7 Febbraio 2017

Il Comitato Nazionale ANPI: "Alla positiva attenzione alle ragioni di fondo dei referendum sociali è prematuro, in questa fase, aggiungere una partecipazione intensa e concreta"

10 Febbraio 2017

L'ANPI di Torino: "La medaglia d'onore conferita al repubblichino Filippo Polito è in contrasto con la Costituzione"

10 Febbraio 2017



Boldrini: "Signor Zuckerberg troppo odio sui social e i gruppi politici estremisti e violenti agiscono indisturbati"

14 Febbraio 2017
Laura Boldrini - Pres. Camera dei Deputati



Convegno ultradestre, in piazza anche i camalli della Culmv: “Nazifascisti stiano alla larga”

Genova. I Camalli della Culmv Paride Batini ritengono inaccettabile che si cerchi un pulpito per un raduno nazifascista a Genova. La storia di questa città è caratterizzata da lavoratori e partigiani che hanno impegnato e dato la loro vita contro la dittatura fascista partendo proprio dalle fabbriche e dal porto. È per noi un punto fermo che si trasmette alle generazioni successive, ribadito tutte le volte che qualcuno ha tentato di ripresentarsi (come il 30 giugno 1960) con quelle idee di odio e di intolleranza”.
I lavoratori della Compagnia unica del porto di Genova non usano mezzi termini per dire la loro rispetto al convegno dei movimenti di ultradestra annunciato a Genova sabato 11 febbraio.
E annunciano la loro presenza in piazza “Noi non chiudiamo la porta alla nostra memoria di classe. Questa è proprio la nostra storia ed oggi non bisogna permettere questa presenza di filo nazisti e xenofobi”.
“Stiano alla larga da Genova: noi in piazza ci saremo con tutti gli altri antifascisti, con l’Anpi, con la Camera del Lavoro, con la Filt, con la Fiom e con tutte le categorie della Cgil”.
FONTE:http://www.genova24.it/2017/02/convegno-ultradestre-genova-piazza-anche-camalli-della-culmv-nazifascisti-stiano-alla-larga-173967/

Convegno ultradestre a Genova, la Fiom: “Saremo in piazza per impedirlo”

“Non possiamo accettare che i fascisti abbiano voce nella nostra città.
I lavoratori ed i partigiani hanno combattuto contro la dittatura fascista che negava i diritti, impedendoli con ogni mezzo, dei lavoratori in fabbrica e fuori da essa”. Lo dice in una nota la Fiom di Genova annunciando una mobilitazione del sindacato dei metalmeccanici contro il convegno dei movimenti di ultra destra annunciato per l’11 febbraio.
“Chi ha torturato e ucciso per schiacciare le lotte dei lavoratori impegnandoli poi in guerre per la difesa dei profitti dei vari padroni non può avere cittadinanza nella nostra città – dicono i metalmeccanici della Cgil – una generazione di operai, impiegati, dirigenti sindacali, di uomini e donne ha dato la propria vita per impedire un futuro al fascismo”.
“Per il rispetto che dobbiamo a quella storia – conclude la Fiom – e per la difesa del nostro futuro invitiamo i lavoratori e lavoratrici, i delegati e tutti gli antifascisti a scendere in piazza per impedire che l’11 febbraio si svolga la manifestazione fascista a Genova”.
Il volantino sarà diffuso da domani mattina in tutte le fabbriche genovesi.
FONTE: http://www.genova24.it/2017/02/convegno-ultradestre-genova-la-fiom-saremo-piazza-impedirlo-173876/

L'ANPI di Genova: "La manifestazione dell'ultradestra offende la nostra città, medaglia d'oro della Resistenza"

2 Febbraio 2017

Smuraglia: "Ci sono ancora i fascisti? una domanda “retorica“ alla quale bisogna rispondere con forza e con azioni complesse e risolute, per realizzare un'efficacia reale e concreta dell'antifascismo"

17 Gennaio 2017
CAMPI GIULIO "CESARE"
La Spezia 15/8/1891
Cravasco (GE), 23/3/1945


In gioventù è tra gli animatori delle lotte operaie nello spezzino. Dopo il 25 luglio entra nella cellula comunista dello stabilimento Vittoria. La sua attività cospirativa lo porta a parte del primo Comando militare regionale unificato, istituito il 1° agosto 1944 con delibera del Cln Liguria, assumendo la responsabilità dell'ufficio aviolanci. Nel mese di dicembre viene arrestato insieme ad altri dirigenti della struttura militare clandestina. E' tra i prigionieri politici prescelti dalle SS per la rappresaglia di Cravasco dove viene fucilato con altri 16 tra partigiani, gappisti e quadri militari.
CAMPANELLA MICHELE "GINO"
Genova 1/5/1922


Di famiglia antifascista, ancora giovanissimo si pone in netta contrapposizione al regime ed è fermato diverse volte dalla polizia politica. Nel febbraio del 1942 è chiamato alle armi e arruolato in marina. L'8 settembre si trova a Spalato, ma riesce fortunosamente a rientrare a Genova e a riprendere contatto con elementi antifascisti. Partecipa al recupero e all'occultamento di armi, munizioni e materiale bellico; svolge anche un breve periodo di attività politico militare clandestina. In seguito unitamente ad un gruppo di compagni e amici, sale sui monti dell'appennino ligure ed entra a far parte della formazione partigiana di Cichero. Partecipa a tutte le azioni della formazione per le capacità dimostrate viene nominato comandante di distaccamento e poi del battaglione che, dal nome del primo caduto della formazione, assume la denominazione di "Severino".
Responsabile del ricevimento degli aviolanci alleati, accoglie sul monte Aiona la prima missione alleata americana presso la VI Zona. Durante il rastrellamento di agosto è ferito negli scontri presso il lago della Lame, ma riesce  ad eludere l'accerchiamento e a raggiungere il Comando di zona a Brugneto. Nel settembre 1944 il Comando della VI Zona gli affida il compito di formare la Volante "Severino", un piccolo reparto scelto che dovrà portare la guerriglia a Genova, ampliando gradualmente il suo raggio d'azione dalla periferia al centro cittadino. La formazione da lui comandata si distingue per la rapidità e l'efficacia delle azioni effettuate all'interno del dispositivo nemico e sarà la prima ad entrare all'interno del dispositivo nemico e sarà la prima ad entrare a Genova nei giorni dell'insurrezione, partecipando attivamente alla liberazione della città. Tra le molteplici operazioni portate a termine, di particolare significato si segnala l'occupazione della carceri di Marassi e la liberazione dei prigionieri politici. In quei giorni Campanella viene nominato Capitano ausiliario nel corpo della Guardie di Pubblica Sicurezza e con la sua formazione al completo, è assegnato alle operazioni di polizia. Per la città è un momento particolarmente difficile: sono ancora attivi focolai di resistenza nemica, teppisti e bande di rapinatori. Gino si trova impegnato a fondo, insieme ai propri uomini, per ristabilire l'ordine e la sicurezza, compiti che vengono assolti con fermezza. Nominato ufficiale in servizio permanente nel corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, vi percorre i vari gradi della gerarchia fino a quello di generale. Insignito della medaglia d'argento al valor militare, è anche decorato della Bronze Star americana.