Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Il calcio fascista di Ascoli Piceno

23 febbraio 2015

Ascoli CalcioUn giocatore che esulta con il saluto romano. Incredibile, ma succede. Ad Ascoli Piceno. Suscitando lo sdegno e anche la protesta di chi pur essendo tifoso non ha nessuna voglia di mettersi addosso la camicia nera. Dello sdegno si è fatto interprete William Scalabroni, presidente dell'Anpi di Ascoli, che - va ricordato - è una città medaglia d'oro della Resistenza. E che ha uno stadio intitolato a Cino Del Duca, antifascista e presidente dell'Ascoli calcio subito dopo la liberazione.
Ecco il testo della lettera:

Gentile Dottor Francesco Bellini,

avevamo già da tempo intenzione di scriverLe per segnalare una serie di episodi che vedono protagonisti individuati settori della tifoseria locale, ma oggi non possiamo rimandare oltre il bisogno di esprimerLe la più profonda indignazione, nostra e di tutti i democratici tifosi e sportivi ascolani di fronte all'ennesimo oltraggio inferto all'immagine della città di Ascoli. Ci riferiamo al saluto "romano" tributato dal calciatore Perez alla curva sud dello stadio cittadino, che ospita la tifoseria più politicizzata.



Lei sa, Egregio Presidente dell'Ascoli Calcio, che il nostro stadio è intitolato a Cino Del Duca, attivo antifascista riparato in Francia nel '23, decorato dal governo francese per la sua partecipazione alla Resistenza, Presidente dell'Ascoli all'indomani della Liberazione dal nazifascismo.



Lei sa, Egregio Presidente, che questa città è stata liberata anche con il sacrificio di tanti suoi figli che non si piegarono di fronte alle barbarie ed all'orrore di un regime sanguinario, e che per il loro sacrificio questa città è stata decorata con la Medaglia d'oro al Valor militare per attività Partigiana, come la Provincia.



Ci chiediamo, allora, se questa città e questa provincia meritino che una minoranza di esaltati, che si spacciano per sostenitori della squadra, possano così impunemente infangare la storia e la memoria di questi luoghi e tutto questo in nome di una falsa passione sportiva.



Egregio Presidente, vorremmo che il calcio, come tutte le altre discipline sportive, fosse veicolo di messaggi positivi, di sano agonismo, di spirito davvero sportivo nel suo reale significato e non pretesto per fomentare odi e campanilismi puerili, che hanno trasformato gli spalti in palestre di violenza in mano a pochi facinorosi.



Forse ricorda che l'anno scorso, di questi tempi, l'assessore provinciale Andrea Maria Antonini veniva fotografato allo stadio con una vistosa croce celtica sulla sciarpa e che, a discolpa, dichiarava ingenuamente che l'indumento era "una delle tante sciarpe che da 40 anni identifica l'appartenenza alla curva"; episodi del genere spiegano una città piena di scritte fasciste, svastiche e croci celtiche firmate dalla frangia neofascista della tifoseria ascolana.



Lei sa, Egregio Presidente, che la legge Mancino punisce severamente tutti gli episodi che richiamano gesti o immagini di gruppi o organizzazioni neofasciste, specialmente se a commettere tali gesti sono gli stessi giocatori in campo.



Non è questo il calcio che una città insignita di Medaglia d’Oro al Valore Militare per Attività Partigiana vorrebbe vedere e sostenere.



Se ci rivolgiamo a Lei è perché siamo sicuri che Lei condivide le nostre preoccupazioni e vorrà farsene carico richiamando tutti, giocatori e tifosi, al rispetto delle leggi e della memoria antifascista di questa città. 



Confidiamo in una Sua cortese risposta: siamo certi che episodi di questo genere non sarebbero possibili in nazioni come quella in cui Lei vive la Sua professione. Si immagina i commenti dei lettori de Le soleil de Quebec, del Montreal Gazette o de Le Journal de Montreal di fronte a tali notizie?



Cordialmente la salutiamo.
Il PresidenteWilliam Scalabroni

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

L'Anpi di Palermo: Almirante non merita celebrazioni.

24 febbraio 2015
Con una lettera al sindaco, Leoluca Orlando, l'Anpi di Palermo aveva condannato sia la decisione del Comune di autorizzare una manifestazione a ricordo di Giorgio Almirante, storico segretario del Msi, un passato fascista mai negato,  sia l'annuncio che alla celebrazione avrebbe partecipato lo stesso sindaco. Una protesta che ha prodotto la rinuncia del sindaco che si limiterà all'invio di una lettera.
Questo il testo della lettera dell'Anpi:
Egregio Signor Sindaco,
in seguito alla notizia che è stato concesso per il 1° marzo il Teatro Politeama per ricordare durante una manifestazione indetta da alcune Fondazioni, i cento anni di Giorgio Almirante e che, come pubblicizzato, Ella porterà il saluto della nostra città, Le confermiamo la nostra ferma opposizione e condanna di questa iniziativa chiaramente celebrativa di un personaggio controverso, compromesso per il suo passato di fascista sempre rivendicato.
La celebrazione di questo evento nell’anno del Settantesimo della Liberazione dal nazifascismo che ci apprestiamo a celebrare anche a Palermo è un fatto particolarmente grave e provocatorio.
Le ricordiamo Signor Sindaco, che Almirante è stato fra i firmatari del “manifesto sulla razza”, e redattore della rivista “la difesa della razza” uscita alla vigilia delle tristemente note “leggi razziali” vergogna permanente nella storia italiana ed europea.
Ha contribuito come fascista, al reclutamento dell’esercito repubblichino in collaborazione con i nazisti rendendosi di fatto complice dei crimini di guerra, della deportazione degli ebrei e delle stragi compiute in quegli anni.
Egli, nel 1960 ha tentato di riaccreditare le falangi fasciste della Repubblica sociale italiana appoggiando Tambroni in quello che venne definito un colpo di stato. Sostenne Tambroni anche mentre ordinava alla polizia di sparare sui cittadini uccidendone ben quattro anche a Palemo.
Signor Sindaco, Le ricordiamo che Palermo è stata ed è antifascista e che anche tanti Siciliani hanno combattuto e data la vita per un’Italia libera democratica e Repubblicana,
La sua presenza e il suo saluto durante una celebrazione marcatamente neofascista, l’ANPI e la città di Palermo che Lei rappresenta, non potranno accettarlo. 
L’ANPI di Palermo
Ottavio Terranova Presidente, Angelo Ficarra Segretario

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE
E' MANCATO IL PARTIGIANO
GIANNI PONTA "GIANNI"
VICEPRESIDENTE DELL'A.N.P.I. DI GENOVA

Il funerale laico si terrà martedì 3 marzo 2015 alle ore 9,30. Si pregano i compagni delle sezioni di presenziare con le bandiere.

"Sabotatori": un docu-film che racconta i sentieri partigiani

15 febbraio 2015
Uscirà in aprile il docu-film "Sabotatori" di Nico Guidetti e Matthias Durchfeld che sarà poi distribuito nelle scuole e nei circuiti cinema europei.
"Sabotatori "racconta i "sentieri partigiani" muovendosi tra Italia, Francia e Germania.
La memoria della lotta di liberazione è ancora viva nelle città, nelle montagne e nelle persone che hanno fatto la Resistenza in Italia.
Queste persone però man mano se ne vanno, i luoghi invece rimangono e noi rimaniamo.

Chiunque puo' contribuire a distribuire il film in 4 lingue diverse (tedesco, francese, inglese, italiano) e renderlo accessibile ad un pubblico ampio.
I sostenitori riceveranno delle “ricompense”: il loro nome sarà per sempre nei titoli di coda del docu-film Sabotatori. Fra queste la possibilità di mandare un saluto partigiano nel giorno della Liberazione quando un gruppo di Istoreco l'Istituto Storico della Resistenza di Reggio Emilia si recherà in Piazza al monumento dei caduti portando mazzi di fiori offerti dai sostenitori del film con biglietti contenenti i loro messaggi personali ai partigiani.
Come detto, l'uscita del film nelle sale è prevista in aprile 2015 in occasione dei festeggiamenti del settantesimo della Liberazione.

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE
L'A.N.P.I. di Genova Pra' si unisce al cordoglio per la morte del partigiano MASSIMO RENDINA "MAX"

Auguriamo un buon lavoro
al neo Presidente della Repubblica
SERGIO MATTARELLA


Aggressione di Forza Nuova a Milano

31 gennaio 2015
L’ANPI Provinciale di Milano esprime la propria ferma condanna dell’aggressione avvenuta la mattina di sabato, 31 gennaio, da parte di militanti di Forza Nuova ai danni di uno studente antifascista, davanti al liceo scientifico Leonardo da Vinci.

L’ANPI nell’esprimere la propria solidarietà allo studente aggredito, ritiene molto grave questa ennesima provocazione neofascista che offende Milano Città Medaglia d’Oro della Resistenza.

Il gravissimo atto compiuto questa mattina si aggiunge alla distruzione di alcuni pannelli della mostra “Lager Europa” allestita alla Loggia dei Mercanti da ANPI e ANED.

"Richiamiamo l’attenzione delle Istituzioni e delle pubbliche autorità - sottolinea Roberto Cenati, presidente ANPI provinciale di Milano  - perché perseguano gli autori di queste gravissime provocazioni e impediscano che Milano venga nuovamente offesa, nella ricorrenza del settantesimo anniversario della Liberazione".

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Aggressione fascista a Cremona

20 gennaio 2015
Domenica scorsa a Cremona si è verificata l'ennesima aggressione fascista di Casa Pound.
Un cittadino, massacrato a colpi di spranga, è ricoverato in pericolo di vita. A confermare, se mai ce ne fosse bisogno, la natura intimamente antidemocratica e violenta, di questa come di altre formazioni neofasciste variamente travestite, natura già più volte accertata e sanzionata in diverse sentenze di Cassazione.
A ricordare alle autorità politiche, amministrative, dei corpi statali ed ai cittadini, che chi usa la violenza, il razzismo, la xenofobia per far rivivere le aberrazioni del fascismo e del nazismo, qui in Italia come in altri paesi d'Europa, deve essere contrastato: sul piano culturale, politico, istituzionale e giuridico.
Il limite all'art. 21 della Costituzione (libertà di pensiero e di parola) è il diritto/dovere di autodifesa della democrazia.

"Non ci possono essere equidistanze, ieri come oggi, tra fascismo ed antifascismo", sottolinea l'Anpi.
"Non ci sono solo i problemi di ordine pubblico, ma anche quelli di ordine repubblicano. Le sottovalutazioni delle istituzioni nel contrastare questi fenomeni di neofascismo, in crescita esponenziale nella nostra regione non hanno più giustificazioni ed è doveroso che le leggi Scelba e Mancino vengano rigorosamente applicate".

"L'ANPI regionale di Lombardia, nell'esprimere solidarietà all'aggredito e gli auguri più partecipi per la sua guarigione, invita tutti, autorità e cittadini, ad una vigilanza attiva e a porre in atto tutte le iniziative volte a contrastare e sconfiggere, nelle coscienze e con la legge, quella vergogna della specie umana che è stato ed è il fascismo".

APPELLO DEI CITTADINI E DEI MOVIMENTI DEMOCRATICI CREMONESI PER UNA NUOVA MOBILITAZIONE POPOLARE UNITARIA CONTRO IL FASCISMO, IL RAZZISMO E LA VIOLENZA PER LA DEMOCRAZIA, LA LIBERTA' E L'EGUAGLIANZA
In queste ore, il nostro primo pensiero è per Emilio, vittima di una violenza omicida che lo ha ridotto in coma. Ai suoi cari vogliamo far sentire il nostro abbraccio fraterno, ai suoi compagni esprimiamo la nostra vicinanza umana. Alcune decine di picchiatori, provenienti anche da città vicine, guidati da alcuni dirigenti e militanti dell'organizzazione neofascista CasaPound di Cremona, ha assaltato con mazze e spranghe la sede del Centro Sociale Autogestito “Gastone Dordoni” scatenando contro i presenti una premeditata violenza. Di fronte alla brutale aggressione fascista, l'intera comunità democratica cremonese esprima senza ambiguità l'assoluta condanna.
Di fronte a quanto è stato messo in atto non è più sufficiente una generica "condanna di ogni forma di violenza". Dalla sua costituzione, e ancor di più dall'apertura della sua sede locale, Casa Pound ha diffuso e propagandato l'ideologia neofascista e neonazista, accompagnando questa barbarie politica con un sempre maggior ricorso ad atti di intimidazione, violenze di gruppo e pestaggi. Ma oggi, ciò che è stato compiuto - in una domenica pomeriggio di sole e di calcio, tra migliaia di cittadini e nei pressi di un ingente schieramento di forze dell'ordine - costituisce un fatto tanto grave e drammatico quanto inedito e inquietante per Cremona. E rende evidente agli occhi di tutti l'esistenza di una realtà ormai non più tollerabile.
A Cremona, domenica pomeriggio non “hanno fatto una rissa”, non “c'è stato uno scontro", e neanche una estemporanea "spedizione punitiva". C'è dell'altro e c'è di più: una vera e propria azione squadrista premeditata contro uno spazio di vita sociale e le persone che lo vivono. Questa azione gravissima - per la preparazione, per l'organizzazione, per la determinazione, per le dimensioni del gruppo d'azione e per il livello della violenza agita - prefigura una condizione che la nostra città non viveva da molti decenni. Che forse non aveva mai vissuto dalla Liberazione. Qui e ora, dunque, si toglie la maschera e svela definitivamente la sua ipocrita copertura un'organizzazione di neo-fascismo e neo-nazismo che, attraverso l’intimidazione e la violenza, sta tentando di affermare la propria presenza nel tessuto democratico e pacifico della città.
Domenica non hanno assaltato solo il Dordoni, hanno colpito il fondamento della democrazia e delle libertà democratiche. Un attentato alle libertà di tutti i cremonesi. Alle indagini delle forze dell'ordine e all'inchiesta della magistratura tocca di accertare dinamiche collettive per attribuire responsabilità penali individuali. Ma a tutti noi tocca di saper vedere il disegno "politico" di cui questi fatti violenti sono una componente funzionale. I “fatti” di domenica non sono più un "problema tra di loro". Cambiano la condizione della città, cambiano la vita di tutti. Dunque chiamano tutti. E tutti sono chiamati ad affrontare questa situazione direttamente. Istituzioni, forze sociali, cittadinanza. Fondato è il timore che la dinamica innescata sia destinata ad una escalation se non incontrerà una risposta diffusa e permanente di mobilitazione popolare democratica e nonviolenta, di impegno civile motivato e responsabile capace di contrapporvisi, interromperla, disinnescarla.
Lo stato delle cose ci chiama ad assumerci le nostre responsabilità e a fare la nostra parte. Occorre allora che tutte e tutti, ed innanzitutto noi antifascisti democratici e nonviolenti, avviamo immediatamente una nuova stagione di mobilitazione sociale, culturale e politica capace di produrre atti simbolici e fatti concreti, visibili, forti, partecipati. Condividiamo il nostro impegno con le cittadine e i cittadini cremonesi, i lavoratori e gli studenti, i giovani e i migranti, la società civile, le reti di vita comunitaria e i movimenti sociali. Vogliamo dare un contributo virtuoso e creativo di azioni positive per difendere e promuovere quel bene comune di interesse generale che è la civile convivenza libera e sicura per ciascuno e per tutti i cittadini di Cremona, nativi e migranti, nessuno escluso.
ANTIFASCISMO E' PARTECIPAZIONE. IL LUOGO E' QUI, IL TEMPO E' ORA. Questo il nostro impegno immediato: - lanciamo un APPELLO UNITARIO da diffondere nei luoghi di vita, di lavoro e di studio, di aggregazione e di ricreazione per la massima mobilitazione comune contro il fascismo, il razzismo e la violenza, per la democrazia, la libertà e l'eguaglianza; - promuoviamo AZIONI DI INFORMAZIONE E DENUNCIA contro la diffusione delle ideologie neofasciste e neonaziste, razziste e xenofobe e contro l'organizzazione e il compimento di azioni di violenza politica.
Queste le nostre proposte urgenti:
- chiediamo alle Forze dell'ordine e alla Magistratura la massima determinazione per il più serrato e rigoroso COMPIMENTO delle INDAGINI e dell' INCHIESTA per l'accertamento dei fatti e l'individuazione delle responsabilità nel più breve tempo possibile;
- chiediamo un INCONTRO CON LE AUTORITA' CITTADINE, IL PREFETTO, IL QUESTORE E IL SINDACO a cui rappresentare le nostre preoccupazioni e avanzare le nostre proposte per la difesa della legalità democratica e la salvaguardia della libera e pacifica convivenza nella comunità cremonese;
- avanziamo la RICHIESTA DI CHIUSURA IMMEDIATA DELLA SEDE DI CASAPOUND per motivi di ordine pubblico, in quanto base logistica dell'organizzazione che in più occasioni, da ultimo il gravissimo fatto dello scorso 18 gennaio, si è resa protagonista di una serie di atti di intimidazione, minaccia, aggressione e pestaggio ai danni di cittadini e attivisti antifascisti; in quanto promotrice di ideologie fasciste e razziste incompatibili con la Costituzione della Repubblica e con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, eversive dell'ordine democratico;
- sollecitiamo le ISTITUZIONI e le AUTORITA' (ai sensi dei Principi Fondamentali della Costituzione della Repubblica e con particolare richiamo ai dettati della XII Disposizione di Attuazione della Costituzione, della c.d. Legge “Scelba” e della c.d. Legge “Mancino”) affinché si dispongano ad una più attenta VIGILANZA nei confronti delle molteplici forme di riorganizzazione e propaganda delle ideologie fasciste, naziste e razziste, e ottemperino ad una più rigorosa determinazione dei PROVVEDIMENTI e degli INTERVENTI indispensabili per garantire il pieno rispetto della legalità democratica e per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, l'ordine pubblico e la civile convivenza nella piena affermazione dei valori costituzionali.
Cremona, 20 gennaio 2015

Appello Anpi su Senato e legge elettorale ai parlamentari, ai partiti, ai cittadini. Non riforma, ma strappo alla democrazia.

16 gennaio 2015
Questo appello in difesa della democrazia verrà inviato agli organi di stampa, a tutti i parlamentari e ad esponenti dei gruppi e dei partiti. Verrà inoltre diffuso, a cura delle organizzazioni periferiche dell’ANPI - e auspicabilmente di qualunque associazione vi abbia interesse - alla più larga sfera di cittadini, ai fini di una corretta, completa e necessaria informazione.
Il 29 aprile 2014 l’ANPI Nazionale promosse una manifestazione al teatro Eliseo di Roma col titolo “Una questione democratica”, riferendosi al progetto di riforma del Senato ed alla legge elettorale da poco approvata dalla Camera.
Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti; ma adesso che si vorrebbe arrivare ad un ipotetico “ultimo atto” (l’approvazione da parte del Senato della legge elettorale in una versione modificata rispetto al testo precedente, ma senza eliminare i difetti e le criticità; e l’approvazione, in seconda lettura, alla Camera della riforma del Senato approvata l’8 agosto scorso, senza avere eliminato i problemi di fondo) è necessario ribadire con forza che se passeranno i provvedimenti in questione (pur non in via definitiva) si realizzerà un vero e proprio strappo nel nostro sistema democratico. Non è più tempo di inascoltate argomentazioni e bisogna fermarsi all’essenziale, prima che sia troppo tardi.
Una legge elettorale che consente di formare una Camera (la più importante sul piano politico, nelle intenzioni dei sostenitori della riforma costituzionale) con quasi i due terzi di “nominati”, non restituisce la parola ai cittadini, né garantisce la rappresentanza piena cui hanno diritto per norme costituzionali. Una legge elettorale, oltretutto, che dovrebbe contenere un differimento dell’entrata in vigore a circa un anno, contrariamente a qualunque regola o principio (le leggi elettorali si fanno per l’eventualità che ci siano elezioni e non dovrebbero essere soggette ad accordi particolari, al di là di ogni interesse collettivo).
Quanto al Senato, l’esercizio della sovranità popolare presuppone una vera rappresentanza dei cittadini fondata su una vera elettività. Togliere, praticamente, di mezzo, una delle Camere elettive previste dalla Costituzione, significa incidere fortemente, sia sul sistema della rappresentanza, sia su quel contesto di poteri e contropoteri, che è necessario in ogni Paese civile e democratico e che da noi è espressamente previsto dalla Costituzione (in forme che certamente possono essere modificate, a condizione di lasciare intatte rappresentanza e democrazia e non sacrificandole al mito della governabilità).
Un sistema parlamentare non deve essere necessariamente bicamerale. Ma se si mantiene il bicameralismo, pur differenziando (come ormai è necessario) le funzioni, occorre che i due rami abbiano la stessa dignità, lo stesso prestigio, ed analoga elevatezza di compiti e che vengano create le condizioni perche l’eletto, anche al Senato, possa svolgere le sue funzioni “con disciplina e onore” come vuole l’articolo 54 della Costituzione. Siamo dunque di fronte ad un bivio importante, i cui nodi non possono essere affidati alla celerità ed a tempi contingentati.
In un momento di particolare importanza, come questo, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, affrontando i problemi nella loro reale consistenza e togliendo di mezzo, una volta per tutte, la questione del preteso risparmio con la riduzione del numero dei Senatori, perché uguale risultato potrebbe essere raggiunto riducendo il numero complessivo dei parlamentari.
Ai parlamentari, adesso, spetta il coraggio delle decisioni anche scomode; ed è superfluo ricordare che essi rappresentano la Nazione ed esercitano le loro funzione senza vincolo di mandato (art. 67 della Costituzione) e dunque in piena libertà di coscienza.
Ai partiti, se davvero vogliono riavvicinare i cittadini alle istituzioni ed alla politica, compete di adottare misure e proporre iniziative legislative di taglio riformatore idonee a rafforzare la democrazia, la rappresentanza e la partecipazione anziché ridurne gli spazi.
Ai cittadini ed alle cittadine compete di uscire dal rassegnato silenzio, dal conformismo, dalla indifferenza e far sentire la propria voce per sostenere e difendere i connotati essenziali della democrazia, a partire dalla partecipazione e per rendere il posto che loro spetta ai valori fondamentali, nati dall’esperienza resistenziale e recepiti dalla Costituzione.
L’Italia può farcela ad uscire dalla crisi economica, morale e politica, solo rimettendo in primo piano i valori costituzionali e le ragioni etiche e di buona politica che hanno rappresentato il sogno, le speranze e l’impegno della Resistenza.
Dipende da tutti noi.
L’ANPI resterà comunque in campo dando vita ad una grande mobilitazione per informare i cittadini e realizzare la più ampia partecipazione democratica ad un impegno che mira al bene ed al progresso del Paese.

La Segreteria Nazionale ANPI

16 gennaio 2015
FONTE: A.N.P.I. NAZIOANLE

CERIMONIA IN RICORDO DI 
GUIDO ROSSA
23 GENNAIO 2015



Iniziative ILSREC per il 
Giorno della Memoria 2015


Sabato 24 gennaio – ore 18.00
Palazzo Ducale – Prigioni della Torre Grimaldina
Segrete. Tracce di memoria
Rassegna d’arte contemporanea in memoria della Shoah
a cura di Virginia Monteverde con la collaborazione di ART Commission, Comune di Genova, Genova Palazzo Ducale Fondazione per la cultura e il patrocinio dell’Ilsrec.
La mostra rimarrà aperta sino all’8 febbraio.


Giovedì 29 gennaio – ore 17.00
Palazzo Doria Spinola – Salone del Consiglio Provinciale
Rosario Fucile, deportato politico. Una riflessione attuale a cento anni dalla nascita
Giornata in memoria del Presidente della sezione genovese dell’Aned, autore, con Liana Millu, del volume Dalla Liguria ai campi di sterminio.
Intervengono: Giacomo Ronzitti, presidente Ilsrec, Gilberto Salmoni presidente Aned, Paolo Battifora, coordinatore scientifico Ilsrec.

Evento organizzato dall’Ilsrec, in collaborazione con Aned


Giovedì 12 febbraio – ore 9.00-17.00
Aula Magna Albergo dei poveri
La Shoah e la deportazione politica. Riflessioni storiche e un film
Giornata di studio rivolta sia agli studenti universitari sia alla cittadinanza, l’iniziativa prevede al mattino interventi di approfondimento storico di docenti dell’ateneo e al pomeriggio la proiezione del film di Dennis Gansel L’Onda (2008).

Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Genova, in collaborazione con Ilsrec


Lunedì 16 febbraio – ore 17.00
Palazzo Doria Spinola – Salone del Consiglio Provinciale
Buchenwald, un lager con una storia molto particolare. Riflessioni e testimonianza di Gilberto Salmoni

Aned, in collaborazione con Ilsrec e Goethe Institut-Genua


Martedì 3 marzo – ore 17.30
Circolo Unificato dell’Esercito
Presentazione del libro Ombre al confine di Paolo Veziano
Il volume ricostruisce la vicenda dell’espatrio clandestino degli ebrei stranieri tra il 1938 e il 1940 dalla Costa ligure alla Francia.
Intervengono Giuseppe Momigliano, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Genova, Paolo Battifora, coordinatore scientifico Ilsrec.

Comunità Ebraica di Genova, in collaborazione con Ilsrec

FONTE: ILSREC GENOVA