Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224
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"Quadraro una storia esemplare"

Roma / 17 aprile 2013
La Sezione ANPI Aurelio-Cavalleggeri insieme alla CGIL e allo SPI-CGIL Roma Nord Civitavecchia, nell'ambito del progetto
"La Resistenza a Roma attraverso i libri"
Mercoledì 17 aprile - ore 17,30
presso la CdLT CGIL Roma Nord Civitavecchia
Via S. Giovanni Battista De La Salle 3/a, 2° piano - Roma
presentano il volume
"Quadraro una storia esemplare"
il rastrellamento del 17 aprile 1944
di Francesco Sirleto
Introduce Carlo BuscalferriPresidente della Sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri
Porteranno il saluto della CGIL e dello SPI-CGIL
Cesare Caiazza e Eraldo RiccobelloSegretari della Camera del Lavoro e dello SPI-CGIL Roma Nord Civitavecchia
Interverranno: l'autore Francesco Sirleto e alcuni testimoni del quartiere
Coordinerà l'incontro Enzo Cuozzodella Sezione ANPI Aurelio-Cavalleggeri
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Apposizione di una targa commemorativa al Quadraro

Roma / 17 aprile 2013
Il Municipio Roma X - Assessorato Politiche Urbanistiche-Ambiente-Patrimonio-Progetti Speciali-Sport e Affari Generali invita
mercoledì 17 aprile - ore 11,30
Via del Quadraro angolo con Via Tuscolana
all’apposizione di una targa in memoria dell’importante evento in difesa di Roma avvenuto sulla Via Tuscolana il giorno 8 settembre 1943.
Sarà un’occasione per ricordare quanti, con vivo senso patriottico, hanno messo a rischio la propria vita, in molti casi perdendola e per celebrare, ancora una volta, un quartiere storico che grande ruolo ha rivestito durante il conflitto.
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE


Ciclo di conferenze sul Fascismo e sulla Resistenza

Savona / 16 aprile - 28 maggio 2013
La Sezione ANPI “Sandro Pertini” di Borghetto Santo Spirito e il Comitato provinciale ANPI di Savona, con il patrocinio del Comune di Borghetto Santo Spirito e la collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Savona, organizzano
un ciclo di conferenze sul Fascismo e sulla Resistenza
Palazzo Pietracaprina - Piazza Libertà - Borghetto Santo Spirito
MARTEDì 16 APRILE 2013 - ore 16,00-18,00
Prima Conferenza: "La nascita del fascismo a Savona"
relatore il Prof. Giuseppe Milazzocollaboratore dell'ISREC di Savona
MARTEDì 7 MAGGIO - ore 16,00-18,00 
Seconda Conferenza: "Economia e Lavoro nel regime fascista" 
relatrice la Prof. Giosiana Carraradocente comandata all'ISREC di Savona
MARTEDì 28 MAGGIO - ore 16,00-18,00 
Terza Conferenza: "La caduta del fascismo e la nascita della Resistenza"
relatore Franco DelfinoSegretario dell'ISREC di Savona.
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE
ASPETTANDO IL 25 APRILE


Savona ha dimenticato Sandro Pertini?


Savona, città di Sandro Pertini (nato a Stella San Giovanni in provincia di Savona), non ha mai ricordato  il Presidente partigiano con la nomina di una via o una piazza.
Nel 2011 l'Anpi aveva riproposto  la questione  all'Amministrazione comunale chiedendo che a Pertini venisse intitolata una parte di corso Italia (strada del centro storico, un'isola pedonale molto freguentata, dove, tra l'altro, c'è un ingresso del Palazzo comunale).
La proposta prevedeva che tale operazione venisse completata in tempo utile per chiedere la partecipazione del Presidente Giorgio Napolitano, all'inaugurazione e, nella stessa giornata, ad un convegno sulla vita di Sandro Pertini (la Lega delle Cooperative della Liguria ha poi organizzato a Savona un convegno, molto partecipato e molto apprezzato dai savonesi, per presentare un libro contenente la tesi di laurea di Sandro Pertini incentrata sulla cooperazione).
A fronte della proposta dell'Anpi, l'Amministrazione comunale rispondeva che aveva in itinere un progetto per ristrutturare un'area del prolungamento a mare, depositarvi un opera artistica e dedicare il tutto a Pertini in tempo utile per la presenza del Capo dello Stato, Giorgio  Napolitano.
La conclusione? Che i tempi sono saltati, i lavori sono fermi e non è dato sapere se (e quando) riprenderanno.
Quindi la questione si è riaperta e nel dibattito si è inserito il PSI savonese con la proposta di intitolare a Pertini l'attuale via Stalingrado (via periferica, freguentata principalmente da veicoli); la proposta è stata appoggiata dal Centro Panunzio che, pur riconoscendo che la via era un ricoscimento della battaglia che segnò l'inizio della fine del nazismo, non perdevano occasione per fare un pò di anticomunismo.


Rimane il fatto che l’assenza di una via dedicata a Sandro Pertini a Savona sia una mancanza grave, irrispettosa anche della storia della città.

La proposta di intitolare a Pertini via Stalingrado così entusiasticamente condivisa dal Centro Pannunzio diretto dal prof. Quaglieni? Francamente - spiegano all'Anpi -  lascia perplessi.
"Tralasciamo i problemi pratici (dovrebbero cambiare indirizzo moltissimi residenti e attività commerciali; sarebbe meglio, allora, intitolare a Pertini un tratto di Corso Italia, dove si trovano pochi residenti e qualche attività commerciale, come già proposto dal Comitato Cittadino per la Resistenza Antifascista); ciò che non convince è la volontà di rimuovere dalla toponomastica cittadina la memoria della battaglia di Stalingrado, «pietra miliare» della storia, decisiva per la sconfitta nazifascista nella seconda guerra mondiale.

Questo evento, non Stalin, è ricordato dal nome della via, come correttamente scrive il prof. Quaglieni, che tuttavia prosegue il suo
ragionamento senza tenerne conto ed evocando «terrore, purghe, Gulag, stragi».

Eppure ci fu chi, senza essere stalinista né comunista, associò alla parola "Stalingrado" questa riflessione: «Signori, voi tutti ricorderete

le ore angosciose che abbiamo vissuto quando la valanga nazista si rovesciò sull'Unione Sovietica. Le armate naziste già scorgevano le torri del Cremlino e le vette del Caucaso. Ebbene, noi sentivamo che se, per dannata ipotesi, fosse crollata l'Unione Sovietica, con l'Unione Sovietica - non dimenticatelo voi che mi ascoltate - sarebbero crollate tutte le speranze di un trionfo della libertà sulla dittatura nazifascista. In quel momento sentivamo che uomini di tutti i credi politici trattenevano il respiro consapevoli che la loro sorte era legata alla sorte di Stalingrado. E Stalingrado diventò la Valmy della Rivoluzione d'Ottobre e al mondo attonito offrì il miracolo di una strepitosa vittoria, sotto la guida di Stalin. Allora comprendemmo che da Stalingrado aveva inizio la vittoria delle armi democratiche contro le armi della barbarie!».

Queste parole - ricordano all'Anpi - come la definizione succitata di Stalingrado come «pietra miliare», sono di Sandro Pertini (intervento al Senato del 6 marzo 1953). Chi ha a cuore la sua memoria farebbe bene a tenerne conto e a continuare a lottare perché Savona la celebri, senza per questo cancellare il ricordo, che dovrebbe essere condiviso da tutti gli antifascisti, di ogni parte politica, della resistenza e del sacrificio compiuti allora dal popolo sovietico anche per la libertà di quello italiano.
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

L'Anpi: "Il nuovo presidente della Repubblica sia un provato antifascista"


"Il nuovo Presidente della Repubblica sia un provato antifascista, e sul Governo nessun compromesso indecente": questo in sintesi la posizione dell'Anpi emersa al termine dell'ultimo comitato nazionale.
Questo il testo del documento approvato.
"Il Comitato Nazionale dell’ANPI, sentita ed approvata la relazione del Presidente Nazionale sulla situazione politica, premesso che l’ANPI esprime seria preoccupazione per la grave situazione politica e sociale del Paese e per i rischi che il protrarsi della stessa può comportare;
considerato

che l’ANPI, pur non entrando nel merito delle operazioni che si stanno svolgendo, col concorso di tutti i partiti e sotto la guida del Presidente della Repubblica, non può restare neutrale e indifferente rispetto alle grandi questioni che si propongono (dalla formazione di un Governo fino alla funzionalità del Parlamento ed alla elezione del nuovo Presidente della Repubblica) e dunque esprime con forza la necessità che ogni scelta sia ispirata ai principi ed ai valori della Costituzione ed alla esigenza di moralità e di correttezza da tante parti sollecitata;

formula

l’auspicio che si riesca, in tempi brevi, ad ottenere la formazione di un Governo stabile e democratico, che riscuota la fiducia sia del Parlamento, sia dei cittadini e delle cittadine, corrisponda, nel complesso, all’esito del voto espresso dal popolo e sia in grado di fare fronte alle gravi difficoltà che il Paese sta attraversando, alla vera e propria emergenza sociale in atto, ai problemi del lavoro e della mancanza di occupazione e della stessa dignità nel lavoro, adottando - nel contempo - le misure necessarie per ricostruire un vero rapporto di fiducia col Paese;

chiede

che si metta mano con serietà, efficienza e celerità ai provvedimenti diretti a superare la grave degenerazione politica, sociale e morale in cui il Paese è caduto, a partire dalla legge elettorale, adottando anche le misure occorrenti per rafforzare le istituzioni e la democrazia, nel contesto di una Europa unita, politica, sociale e interamente democratica;

manifesta 

la volontà e la pretesa che, in ogni campo, vengano privilegiati il bene comune e l’interesse collettivo e che pertanto qualunque intesa o accordo politico siano ispirati ai criteri della trasparenza e della coerenza, al di là di ogni operazione che rimandi all’immagine di un sistema partitocratico obsoleto e al di fuori da ogni compromesso “indecente”, che non farebbe altro che alimentare il clima di sfiducia che percorre largamente il Paese;

ribadisce

la necessità che l’elezione del Presidente della Repubblica avvenga nella più netta e trasparente chiarezza, conducendo alla scelta della persona più adatta ad esercitare un ruolo di garanzia così delicato, non solo per la sua  personale storia ma anche per un’autorevolezza che fondi le sue radici nella nostra storia e nei valori fondamentali espressi dalla Costituzione nata dalla Resistenza. Un Presidente, insomma, che dia piena garanzia  di sobrietà ed imparzialità e prima di tutto di piena rappresentanza dell’unità nazionale, dell’antifascismo e della democrazia".

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Appello dell'Anpi per il 25 aprile: ridiamo ossigeno alla democrazia

"Il 25 aprile tutti in piazza per l’antifascismo e la Costituzione". Questo il titolo dell'appello che l'Anpi ha lanciato alla vigilia della grande mobilitazione per la festa della Liberazione.
"Il 25 aprile - si rileva - cade in un momento di gravissima crisi per il Paese: pesante instabilità economica, un livello occupazionale mai così basso, una situazione che costringe molte famiglie addirittura al livello della disperazione, uno scenario politico segnato da una devastante confusione, da una forte caduta di valori e infine da una diffusa rabbia sociale – derivante da una pesante incertezza del futuro – che spesso si traduce in atti e linguaggi di preoccupante violenza".
"Il 25 aprile - si sottolinea - cade, quindi, a dettare un sentiero di profonda inversione di rotta e solida ricostruzione: diritti, partecipazione. Il sentiero della Costituzione - ancor’oggi disapplicata e ignorata quando non avversata - unica garanzia di un Paese libero, civile e cosciente, un Paese, è il caso di dirlo e sottolinearlo, normale".
"La festa della Liberazione - si spiega - cade a liberarci dalla tentazione di tirarsi fuori, affidare il timone delle scelte e della guida pubblica alla casualità; a liberare il futuro da interessi personali e tentativi di riedizioni di pratiche e culture politiche che hanno mortificato, diviso e gettato nella disgregazione l’Italia. E’ soprattutto un monito contro ogni forma di degenerazione morale e politica e contro ogni rischio di populismo e autoritarismo".
"L’Italia ha bisogno di un governo democratico e stabile, di un Parlamento che funzioni nella serietà e nella trasparenza, di una politica “buona”, di organi di garanzia che fondino la loro autorevolezza sul richiamo ai valori della Costituzione nata dalla Resistenza".
"Il 25 aprile - si ricorda - è un grande richiamo alle cittadine e ai cittadini a tornare ad incontrarsi, riflettere insieme: in una parola a partecipare e ridare ossigeno a una democrazia sempre più calpestata. E un monito a chi ha il dovere costituzionale di amministrare e di garantire diritti: non sono più tollerabili condotte che non siano trasparenti e responsabili; non è più sostenibile una situazione di disuguaglianza, di incertezza e di precarietà".
"Auspichiamo - conclude l'appello dell'Anpi - una Festa grande, celebrata in tutti i Comuni, un’infinita Piazza che rimetta in moto la speranza e ridisegni il volto del Paese nel solco delle sue radici autentiche: antifascismo e Resistenza. L’ANPI sarà in campo, e lavorerà a fianco delle cittadine e dei cittadini, per compiere questo decisivo percorso, con passione e rinnovata energia: l’ANPI è la forza dei suoi giovani, della sua nuova stagione per la democrazia. Una stagione di piena e straordinaria Liberazione".
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Il sacrestano mette la svastica al braccio

Vigevano, incredulità tra i fedeli. Ma lui non si scompone: «Sono di destra, è libera espressione» 
28 aprile 2009 - Erika Camasso
VIGEVANO (Pavia) — Non fosse per il luogo in cui lavora, una chiesa, forse ci sarebbe sta­to chi non si sarebbe stupito più di tanto. Ma quando hanno visto il loro sacrestano acco­glierli davanti al sagrato con una svastica al braccio, tra i fe­deli della parrocchia di San Francesco, a due passi dalla Piazza Ducale di Vigevano (Pa­via), è scoppiato un vero putife­rio.
Il sacrestano Angelo Idi«È una cosa vergognosa», è il coro unanime dei parroc­chiani. Eppure Angelo Idi, 51 anni, sacrista da cinque, che pure ri­schia una denuncia, proprio non capisce il motivo di tanto scompiglio: «È stata una mia li­bera espressione — replica con fare sorpreso il sacrista —. Sia­mo ancora in un Paese libero, o no?». La sua libertà il sacresta­no l'ha voluta esprimere così, indossando al braccio sinistro la fascia rossa con il simbolo nazista.
Il giorno era martedì, guarda a caso la giornata di commemorazione delle vitti­me della Shoah. «Veramente non lo sapevo — si giustifica —, ma non mi pare comunque che in questi anni gli israeliani abbiano avuto la mano leggera con i palestinesi». Così, mentre in Israele si ri­cordava l'Olocausto, Idi stazio­nava sul sagrato della chiesa di San Francesco con il bracciale di Hitler in bella mostra e salu­tava i fedeli che uscivano dalla messa. Capello cortissimo e oc­chialini tondi dietro a due oc­chi dall'espressione indecifrabi­le, Angelo Idi non ha problemi a parlare delle sue idee politi­che. «Sì, io sono di estrema de­stra — ammette — e sono fiero di esserlo. Mi sento il portavo­ce delle Brigate Nere, dei giova­ni combattenti della Repubbli­ca di Salò che non hanno sven­duto il loro onore e la patria, co­me invece hanno fatto coloro che, definendosi combattenti, hanno fomentato una guerra fratricida».
Lui che al periodico «La Le­gione » ha pure scritto una lette­ra per porgere le scuse dell'Ita­lia alla famiglia Mussolininon vede nessun conflitto tra politi­ca e religione. «In chiesa lavoro col massimo dell'impegno — dice —. Del resto quanti buoni cattolici votano a sinistra e quanti si sono espressi a favore dell'aborto?» Il vescovo Baggini, fa sapere di non aver dichiarazioni da fa­re in merito alla vicenda, men­tre il telefono del parroco, mon­signor Paolo Bonato, squilla a vuoto. Il capogruppo di Rifon­dazione, Roberto Guarchi, chie­de a gran voce l'allontanamen­to del sacrestano: «È un fatto inammissibile — commenta — va rimosso dall'incarico».

Fonte:http://www.peacelink.it/gdp/a/29360.html