Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224
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71° anniversario dell’eccidio di Piazzale Loreto

Milano / 10 agosto 2015
Milano, Piazzale Loreto - Lunedì 10 agosto 2015
- ore 10,00 Deposizione di corone alla stele che ricorda i 15 Martiri.
Interventi di rappresentanti delle istituzioni e di Massimo Castoldi, nipote di Salvatore Principato Piazzale Loreto
- ore 21,00 Manifestazione antifascista Interverranno: Sergio Temolo, a nome dei familiari dei 15 Martiri; Danilo Margaritella, Segretario Generale UIL Milano Provincia e Regionale Gianni Mariani della FIAP Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano
Coordina: Ivano Tajetti, segreteria ANPI Provinciale di Milano
Letture di Andrea Facciocchi, Compagnia Extramondo
Frammenti musicali di Renato Franchi
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Non umiliare la Grecia

21 luglio 2015

CARLO SMURAGLIA
La vicenda della Grecia si sta concludendo nel modo più doloroso e spiacevole. Avevamo tutti sperato che l’esito del referendum (quale che fosse il giudizio che si dava su quella iniziativa) aprisse un negoziato improntato ad una minore durezza nei confronti della Grecia. Non è stato così. La reazione è stata di un rigore che ci ha lasciato esterrefatti. Possiamo comprendere tutte le ragioni, i dubbi, le perplessità, di fronte ad un debito enorme come quello della Grecia. Ma a che serve distruggerla, facendo pagare anche gli errori e perfino le malefatte di alcuni a tutto un popolo che, nel suo complesso, ha ben poche responsabilità?
Ci sono stati casi, in questo dopoguerra, in cui si sarebbe potuto anche infierire nei confronti di chi aveva creato disastri in tanti Paesi, cagionato guerre pesantissime (anche per i civili), compiuto stragi ed atti barbarici, con altezzosa sicurezza e perseguitato milioni di persone solo perché ritenute “diverse”. Non fu fatto nulla di vendicativo, di prepotente o che avesse sapore di rivalsa, né sul piano politico, né su quello economico (anzi, un enorme debito, della Germania è stato praticamente cancellato).
Adesso, invece, si vuol procedere in modo totalmente diverso, non solo costringendo un Paese a subire condizioni terribili, ma anche umiliandolo oltre ogni limite. E questo è grave perché significa che un Paese che appartiene all’Europa, viene considerato e trattato come un estraneo. E questo non ha nulla a che fare con la concezione (da Altiero Spinelli in poi) di un’Europa unita. Ma che Europa è questa, così dura, così intransigente, così rigida, così legata a criteri di autoritarismo economico (e politico)? Che cosa resta del sogno di tanti, se un Paese può essere immolato sull’altare del rigore e dell’austerità? Purtroppo in questa Europa disumana sembrano non albergare più i principi di solidarietà e di fratellanza, che una volta erano propri almeno dei partiti che si richiamavano al socialismo. Sia ben chiaro: non siamo qui a giustificare, a priori, gli errori, le scorrettezze, le “allegrie” economiche e tanto meno i falsi, se è vero che anche questi furono commessi.
Ma c’è modo e modo; c’è la necessità di distinguere tra colpevoli e innocenti, tra coloro che magari ci si sono arricchiti, e quelli che hanno subito. Quel popolo che ha detto “NO” al referendum e che adesso soffre ore di incertezza e di difficoltà terribili, non è fatto di criminali, di sperperatori o di speculatori. Ci sono anche quelli, e sarebbe ora di individuarli, ma non si possono colpire indiscriminatamente molti milioni di greci.
Un’Europa come si era sognata, dovrebbe trovare la strada giusta per costringere chi deve, a pagare il dovuto, ma senza uccidere una nazione, un Paese intero. E se anche dovesse imporsi il quadro che si è delineato dopo la fatidica notte di discussioni, bisognerebbe riuscire a trovare il modo per rendere sostenibile un debito che tale (secondo alcuni) non è, per salvare il salvabile, pur pretendendo il rispetto di regole fondamentali, fra le quali certo anche quella che ci ripetevano i nostri padri (“non si fanno debiti”), ma tenendo unita l’Europa, ricordando gli ideali da cui è nata come unità “politica” e non “economica” accettando tutti che parole come solidarietà e fratellanza sono indispensabili per la convivenza dei popoli, per evitare nuove guerre, ma anche per evitare nuove forme di imperialismo (magari economico).
Qualcuno scrollerà le spalle, forse, parlando di utopia; ma io tengo a ribadire che ciò che propongo non è solo e tanto nell’interesse della Grecia, ma è anche in quello di tutti i Paesi che costituiscono l’Europa e della stessa prospettiva di realizzare il sogno di una vera unità politica, che non può, non deve nascere solo sulle rovine di questo o quel Paese.
Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi
DONNE IN GUERRA
Giardini Villa Galliera - Genova Voltri
Mercoledì 22/Venerdì 24/Domenica 26 Luglio 2015
ore 20.00
Visita ai bunker SU RICHIESTA € 2 dalle ore 19.30

Sarzana, i Fatti del '21

La Spezia / 18 luglio 2015
21 Luglio 1921 – 21 Luglio 2015
SABATO 18 LUGLIO 2015 - ORE 21,00
CITTADELLA FIRMAFEDE - SARZANA
Nel 94° anniversario dei Fatti di Sarzana del 21 Luglio 1921, ANPI Sarzana invita la cittadinanza a passare insieme una serata di riflessione e spettacolo, convinta della stringente necessità di declinare i valori dell'Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione Repubblicana nel periodo socio-politico che stiamo vivendo. Abbiamo salutato da poco più di un mese il nostro Luigi Fiori, Comandante Fra' Diavolo, partigiano geniale, di una coerenza e una costanza inarrivabili; mai ci ha privato della sua presenza discreta e impetuosa, a lui dedichiamo questo incontro.
Come primo atto, avremo la consegna dell'onorificenza civica “XXI Luglio 1921” all'associazione UDI (Unione Donne in Italia) da parte dell'Amministrazione Comunale, per le molte battaglie condotte in questi suoi primi 70 anni: la pace, il diritto al voto, il lavoro, gli asili nido, le scuole d'infanzia, il divorzio, il diritto di famiglia, i consultori, l'aborto, la legge contro la violenza sessuale, i diritti di cittadinanza per le donne straniere.
La serata proseguirà con lo spettacolo “Ventunlugliomillenovecentoventuno...la chiamavano estate...” della compagnia Blanca Teatro che, dopo la prima nazionale del 2009, torna nel contesto più congeniale a questa narrazione, dal momento che proprio nelle celle della “Cittadella” erano reclusi i 12 fascisti che le squadracce pretendevano fossero scarcerati, preludio dei “Fatti del '21”.
Lo spettacolo, in caso di pioggia, verrà spostato nel corridoio laterale della Piazza d'Armi. Contributo di 3 euro.

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Lunatica Festival

Massa e Carrara / 18 luglio - 2 agosto 2015

Allegato: Programma [3.4 MB]
Regione Toscana, Provincia di Massa-Carrara - Fondazione Toscana Spettacolo
Presentano la XXI Edizione
LUNATICA FESTIVAL 015
R-ESISTERE, in direzione ostinata e contraria
dal 18 LUGLIO al 2 AGOSTO

danza arte teatro e musica nei Comuni della provincia
Il programma dettagliato in allegato
info: lunaticafestival@provincia.ms.it
Tel. Ufficio +39 0585 816 675
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Magistratura e neofascismo

14 luglio 2015
Se almeno in due occasioni, la Suprema Corte di Cassazione ha manifestato attenzione al problema delle manifestazioni neofasciste, confermando sentenze di condanna per il saluto romano in luogo pubblico, siamo costretti a rilevare che nella Magistratura di merito affiorano sensibilità molto più contenute rispetto al problema e qualche volta anche disinvolte, che manifestano qualcosa di peggio rispetto alla semplice disattenzione (difetto di informazione perfino sul fascismo e sul significato delle manifestazioni neofasciste?).
Il fenomeno è preoccupante, perché rivela ancora una volta come il processo di democratizzazione di tutti gli organi dello Stato non si sia ancora compiuto, come invece dovrebbe, in aderenza ai principi ed ai valori espressi dalla Costituzione. Di recente, a Milano, è stata emessa una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” di un gruppo di fascisti che annualmente, in una certa occasione, sono soliti manifestare con espressioni significative, quantomeno, di sentimenti nostalgici, se non addirittura di propositi di ritorno al passato. Poiché il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna, c’è da sperare che impugni la sentenza, sottoponendo il caso ai giudici delle Magistrature “superiori”. Ma il fatto resta e l’assoluzione dei neofascisti è davvero inaccettabile, proprio per il netto contrasto con i valori cui deve ispirarsi la nostra Repubblica.
A Roma, invece, nel risolvere - a mio parere - in modo sbagliato (ci sarà, comunque, un giudizio d’appello) una controversia civilistica, promossa contro un giornalista, da sempre impegnato nella denuncia delle manifestazioni di neofascismi e noto per le sue posizioni democratiche anche nell’ambito dell’ANPI di Roma, il Tribunale fa della affermazioni stupefacenti, a dimostrazione (a prescindere da ogni questione di merito, su cui non ci compete addentrarci) di una sensibilità piuttosto scarsa in tema di politica e neofascismo. Colpisce, in particolare, il fatto che – a proposito di Forza Nuova – la sentenza escluda, in sostanza, ogni avvicinamento al pensiero fascista, trattandosi di una associazione politica che “non sembra conformarsi ad una determinata corrente di pensiero ideologico, avendo optato per un rifiuto delle categorie storiche di destra e di sinistra”. Una impostazione piuttosto singolare perché sono in molti a sostenere – per ragioni di comodo - la tesi del rifiuto delle “categorie tradizionali”, e non per questo sono credibili. Per di più, questo assunto appare contrastato dalla realtà, trattandosi di una Associazione il cui pensiero e la cui ideologia sono ben note e spesso contrastate da movimenti democratici e gruppi politici, che non credono a questa presunta “neutralità”.
Nell’esprimere il suo convincimento, il Tribunale sembra dimostrare non poca approssimazione. Forse, per giungere a conclusioni diverse, sarebbe bastata la semplice consultazione della voce “Forza Nuova” su Wikipedia, non perché quest’ultima sia sempre una fonte di sicura attendibilità, ma perché il panorama che risulta dallo svolgimento di quella voce, sembra corroborare quell’avvicinamento al pensiero fascista che nella sentenza viene negato. Purtroppo, siffatte approssimazioni non sono prive di conseguenze, prima di tutto per il giornalista in questione che, infine, ha perduto la causa e dovrebbe pagare un risarcimento danni e le spese, se la sentenza non venisse riformata in appello. Ovviamente, l’augurio è che i Giudici d’appello approfondiscano maggiormente l’indagine sui fatti e sulla natura reale di certe controversie, che – al di là delle questioni economiche che possono prospettarsi – attengono, in definitiva, a questioni squisitamente politiche Si pone, comunque, un problema che più volte abbiamo sollevato, vale a dire quello della formazione dei Magistrati.
Ad essa attende un’ottima Scuola Superiore della Magistratura; ma si ha l’impressione che su alcuni temi, attinenti a questioni politiche (fascismo, neofascismo, democrazia), l’informazione e gli insegnamenti siano ancora inadeguati, col risultato che poi il Giudice, deve procurarsi autonomamente gli strumenti storici necessari per affrontare questioni anche di particolare delicatezza. Varrebbe la pena, credo, di aggiungere qualche materia e qualche corso in più a quelli che si fanno su temi rigorosamente giuridici, al centro e nelle sedi periferiche, con particolare riferimento alle cennate tematiche, sotto il profilo storico-politico e sotto quello strettamente giudiziario (ad esempio, sulla legge “Scelba” e sulla legge “Mancino”). Io credo che sarebbe tutt’altro che superfluo; anzi sarebbe sicuramente utile e proficuo per i giudici di “prima linea” che si trovano talora ad affrontare questioni più grandi e complesse delle loro stesse conoscenze.
Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

VI° Festa provinciale della Resistenza a Brescia

22 giugno 2015
file da scaricare: festa Anpi a Brescia [388.1 KB]
"Il Comitato provinciale ANPI, in collaborazione con i Gruppi giovanili Nuova Resistenza, organizza la VI° Festa provinciale della Resistenza al Centro civico Porta del Parco di Collebeato, nell’immediato hinterland di Brescia, dal 24 al 28 giugno.

L'appuntamento assume per l'ANPI bresciana un particolare significato in primo luogo perché si colloca nell’ambito delle celebrazioni del Settantesimo della Liberazione e secondariamente perché la manifestazione torna a svolgersi praticamente nel capoluogo della provincia.

La Festa, che gode del patrocinio del Comune di Collebeato, presenta un programma ricco ed articolato di proposte culturali e di intrattenimento (vedi il programma con tutte le informazioni), a partire dalla serata inaugurale con la prestigiosa presenza di LIDIA MENAPACE, staffetta partigiana, Senatrice della Repubblica italiana, pacifista e femminista militante, scrittrice e protagonista della vita democratica del nostro Paese."

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE
CI CHIAMAVANO TEDDY BOY

Mostra audiovisiva sui fatti del 30 giugno 1960
Da 27 giugno al 4 luglio
presso la sezione A.N.P.I. di Genova Pra'
Piazza Bignami 3


“Lettera a un figlio su mani pulite”

Reggio Calabria / 17 giugno 2015
Il 17 giugno, a Reggio Calabria, Gherardo Colombo sarà alle ore 16.00, presso il Malavenda Cafè, in via Zecca 1, per presentare il suo ultimo libro “Lettera a un figlio su mani pulite” edito da Garzanti, appena uscito nelle librerie.
L'ex-magistrato racconterà ai presenti, per la prima volta e rivolgendosi in particolare ai più giovani, una stagione controversa della storia d'Italia.Con questo incontro, dopo “Il diario scolastico per i diritti”, si rinnova a Reggio Calabria la collaborazione tra "Quello che non ho", ANPI, Magistratura Democratica e Gherardo Colombo.

Che cosa è stata Mani Pulite e qual è oggi la sua eredità civile?
Su questo si interrogheranno e ne discuteranno con Gherardo Colombo gli organizzatori dell'incontro Francesco Alì, portavoce di “Quello che non ho”, Filippo Aragona, giudice penale e segretario di Magistratura Democratica di Reggio Calabria, Sandro Vitale, presidente dell’ANPI di Reggio Calabria.

In riva allo Stretto si discuterà del periodo che va dal 17 febbraio 1992, giorno dell’arresto di Mario Chiesa, passando per le "accuse" ai membri del pool che ha smascherato quel sistema criminale e corrotto, e si arriverà ai giorni nostri. Un confronto che muove dal libro-testimonianza con cui Gherardo Colombo racconta, per la prima volta, gli anni drammatici e carichi di speranza che lo hanno visto tra i protagonisti della più importante inchiesta giudiziaria sulla corruzione della recente storia d’Italia.
Lettera a un figlio su Mani Pulite è il libro di un padre capace di trasmettere il senso ideale della giustizia e del rispetto delle regole; è l’opportunità di far ripercorrere a tutti, grazie a un protagonista d’eccezione, un’inchiesta che suscita tuttora slanci di consenso e sostegno; è l’occasione per cercare di ricostruire una società solidale capace di scandalizzarsi e prendere posizione contro ogni tipo di illegalità e abuso. Ma è anche l'occasione per chiedersi, attraverso le riflessioni dell'autore, perché “la corruzione ha vinto sulla cultura della Costituzione”, perché “un processo penale non può risolvere il problema della corruzione”, se “per limitare la trasgressione delle leggi non si debba pensare ad un campo di intervento diverso dalle aule giudiziarie”.
Gherardo Colombo, “mettendo in dubbio le sue convinzioni originarie”, parla del ruolo dell'informazione, dei cittadini e del lavoro, della Costituzione, di libertà, uguaglianza, democrazia e di educazione, di amministrazione della giustizia.
Perché “non si può delegare a una funzione come quella giudiziaria la soluzione di questioni endemiche”. Viceversa, “una società, per crescere, ha bisogno che i suoi cittadini si mettano in gioco e si impegnino a percorrere la strada, a tratti faticosa ma piena di promesse, della libertà.»

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

“Garibaldi e Herzen”

15 giugno 2015
In questo saggio, pubblicato per la prima volta nel 1932 sulla rivista “La Cultura” di Benedetto Croce, sono approfonditi i rapporti intercorsi tra Giuseppe Garibaldi e lo scrittore russo Aleksandr Herzen (Mosca 1812-Parigi 1870).
Ginzburg, nel ricostruire gli incontri e l’amicizia tra i due, si sofferma, in particolare, sul ruolo che Herzen ebbe nella riconciliazione tra l’Eroe dei Due Mondi e Giuseppe Mazzini. Efficaci sono, poi, le pagine dedicate alla posizione del governo sabaudo e di Vittorio Emanuele II, nei confronti di Garibaldi e di Mazzini. Ginzburg evidenzia anche la vicenda che nel 1864 vide protagonista l’uomo politico inglese James Stanfeld, Lord dell’Ammiragliato. A causa del suo rapporto con Mazzini, che aveva difeso ai Comuni, fu costretto a lasciare l’incarico.

Chi era Herzen? Scrittore russo, appartiene più alla storia politica che a quella letteraria. In gioventù, dagli studi di scienze fisiche e matematiche, era passato a quelli filosofici (Hegel, Schopenhauer, Saint-Simon, Proudhon). Un compendio dei suoi approfondimenti è nelle memorie scritte tra il 1852 e il 1855, continuate a più riprese e pubblicate nel 1867 (titolo: “Passato e pensieri”).
Condannato nel 1834 al confino per avere costituito un centro di diffusione del socialismo di Saint-Simon, nella lunga relegazione, riflettè sull’esperienza rivoluzionaria francese, affinando la propria ideologia. Nel 1840, tornato a Mosca, cominciò a diffondere il suo pensiero, attraverso una serie di racconti. I vari temi affrontati (servizio della gleba, condizione femminile, arretratezza economica e sociale della Russia), furono ripresi, con maggiore incisività nel 1847 nel romanzo “Di chi la colpa?”, in cui compare il personaggio dell’uomo superfluo, intuito da Puškin e ripreso da quasi tutti i romanzieri russi dell’Ottocento.

L’uomo superfluo è il nobile (o l’intellettuale) che non riesce a sentirsi in pace con il mondo che lo circonda, che vagheggia una vita migliore, ma non riesce a concretizzare la sua velleità riformatrice e assiste sgomento alla sua rovina e a quella del suo paese.
Il tema dell’uomo superfluo fu ripreso da Herzen in uno scritto politico del 1851 (“Du développement des idées révolutionnaires en Russie”) che descrive l’evoluzione della letteratura russa da un punto di vista sociologico.

Il romanzo “Di chi la colpa?”, “attenzionato” dalla polizia, costrinse Herzen a emigrare. Dapprima a Parigi, poi in Svizzera e in Italia; infine, a Londra, nel 1852. Propugnatore di importanti riforme sociali, in parte sotto l’influenza di Bakunin, rifuggì peraltro da ogni forma di violenza rivoluzionaria. Assecondò idealmente l’insurrezione del 1848 in Francia e quella polacca del 1863.
A Londra pubblicò una rivista di contenuti sociali (“La campana”, dal 1857 al 1861) e un almanacco (“La stella polare”); composti in carattere cirillici, erano spediti clandestinamente in Russia, per ispirare e incoraggiare il movimento riformatore.
Leone Ginzburg (1909-1944). Letterato ed esponente dell’antifascismo e della Resistenza. Nel 1934 subì una prima condanna dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato. Durante la guerra fu confinato a Pizzoli. Liberato, dopo il 25 luglio 1943, si trasferì a Roma continuando la lotta politica e dirigendo “Italia libera”, organo clandestino del Partito d’Azione. Ma nel novembre dello stesso anno venne di nuovo arrestato. Nel febbraio dell’anno seguente, per le torture subite, morì nel carcere di regina Coeli.

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

La scuola che vorremmo

12 maggio 2015
In una nota su ANPInews della settimana scorsa (n.162), facevo un primo riferimento al problema della scuola, anche in occasione di uno sciopero unitario su alcuni dei problemi sollevati dal progetto di riforma, in esame al Parlamento.
Della questione ci siamo poi occupati anche in Segreteria, scambiandoci opinioni e valutazioni, anche alla luce di quanto risulta dal documento conclusivo del 15° congresso nazionale, che al tema della scuola dedica una pagina molto importante, che vale qui la pena di riportare quasi integralmente, anche perché siano chiare a tutti le ragioni dell'impegno che l'ANPI deve assumere in questa delicatissima e complessa materia.

Nella visione costituzionale, la scuola pubblica, insieme al lavoro costituisce un valore essenziale, è un presidio fondamentale per rimuovere gli ostacoli alla realizzazione della persona umana (Art. 3 della Costituzione), per educare alla cittadinanza e per formare la coscienza civile delle nuove generazioni; coscienza che deve essere fondata sulla reintroduzione, in tutti gli ordini di scuola, dell'insegnamento della storia contemporanea, su una più strutturata e rigorosa conoscenza della storia dell'antifascismo e della Resistenza, fondativi della Carta costituzionale. La scuola pubblica, l'università, la ricerca, la cultura sono altresì un fattore essenziale dello sviluppo economico, sociale, civile e culturale del Paese, dalla loro qualità dipende il suo stesso futuro, soprattutto in una società globale in cui il principale fattore di diseguaglianza rischia di essere la conoscenza. […..]
Un Paese che investa nella ricerca e nella formazione è un Paese che prepara con decisione il proprio futuro secondo modelli equi e sostenibili, dando la priorità alla ricerca di base, medica e farmaceutica per le energie rinnovabili. Non dobbiamo dimenticare mai che il nostro futuro, la nostra vita e quella delle nostre famiglie dipende anche dall'impegno che metteremo nella tutela e nella salvaguardia dell'ambiente, oggi esposto a troppi attentati. È interesse della collettività garantire un ambiente il più possibile sicuro, prevenendo e combattendo i vecchi ed i nuovi rischi. Su questo terreno occorre adoperarsi per ottenere un nuovo e diverso impegno da parte delle istituzioni che ci governano.
Fin qui la parte essenziale del documento del congresso del 2011. Che cosa dobbiamo dire, oggi, di fronte ad un progetto di riforma della scuola che ha già suscitato proteste, contrasti e discussioni? Non entreremo certamente nel dettaglio, perché non è questo il nostro compito. E del resto, poiché è stata dichiarata da parte governativa una certa disponibilità ad eventuali modifiche nell'iter parlamentare, è conveniente non scendere nei particolari, indicando però con fermezza i punti della riforma che ci sembrano contrastare con quanto indicato, appunto, dal documento politico congressuale.
Li elenco rapidamente:
a. la sostanziale riduzione delle risorse destinate alla scuola, laddove esse dovrebbero essere incrementate;
b. il ricorso esplicito alle fonti di finanziamento privato, in sé discutibile ma ancor più da evitare ove esso si prospetti in termini tali da far prevedere una divisione fra scuole d'élite e scuole di minore importanza;
c. gli interventi previsti per potenziare le detrazioni per le rette pagate alle scuole paritarie, che appaiono in contrasto con i princìpi di fondo della Costituzione e tanto più in una fase di sofferenza della scuola pubblica;
d. l'attribuzione di tali poteri al dirigente scolastico, da ridurre sostanzialmente le forme di partecipazione democratica e nel contempo da realizzare una gestione “solitaria”, dotata di un'amplissima discrezionalità, così riducendo gli organi collegiali ad un ruolo meramente consultivo;
e. il potenziamento di alcune materie, in sé giusto, ma omettendo di prevedere quello dell'insegnamento della storia contemporanea e di tutto ciò che contribuisce alla formazione di una “ cittadinanza attiva”, che è veramente essenziale per la costruzione di una società democratica, basata su una consapevole e informata partecipazione.

Devo dire che quest'ultimo aspetto è quello che, in un certo modo, appare fondamentale, più di ogni altro, proprio per conseguire quelle finalità che si desumono da tutto il contesto della Costituzione e che costituiscono la premessa e l'obiettivo di fondo di quanto risulta dal documento più sopra trascritto.
Insomma, a noi interessa che non prevalga un modello di scuola centralistico, che si affermi, invece, un profilo pluralista e democratico di ogni tipo di insegnamento, che la scuola sia fortemente impegnata per favorire il progresso democratico del Paese, proprio con la formazione di generazioni non solo tecnicamente preparate, ma “allevate“ nel culto della legalità, della dignità della persona, della democrazia e pienamente edotte delle pagine migliori della storia del nostro Paese e del contenuto imprescindibilmente democratico dell'intero disegno costituzionale.
Dobbiamo, dunque, impegnarci tutti per garantire il rispetto dei princìpi sopra enunciati, nella speranza che in Parlamento ci sia tempo e modo di approfondire tutte le tematiche relative alla scuola, con l'aiuto anche delle organizzazioni sindacali e delle associazioni che di essa si occupano in modo specifico, cercando di costruire un profilo condiviso e democraticamente definito di ciò che dovrà essere la scuola del futuro (anzi, addirittura quella del presente).
È doveroso ringraziare del loro contributo, le compagne ed i compagni dell'ANPI provinciale di Torino, di Ivrea e del Basso Canavese , nonché di altre sezioni del Piemonte per il contributo recato positivamente all'approfondimento dei temi qui indicati. Del loro lavoro abbiamo tenuto conto, sperando che così si dia concreta realizzazione, non solo in Piemonte, ad un rapporto proficuo di collaborazione tra “periferie” e centro, che può aiutare tutti a lavorare meglio ed a rinforzare il profilo delle nostre elaborazioni e delle nostre posizioni.
Carlo Smuraglia, presidente nazionale Anpi
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

La bicicletta nella Resistenza

Alessandria / 6 - 7 giugno 2015


Allegato: Programma [2.2 MB]
A 70 anni dalla Resistenza alla Liberazione
memorie in movimento
UISP e ANPI di Alessandria presentano
LA BICICLETTA NELLA RESISTENZA
Pedalate sulle orme dei partigiani
aperta a tutti
sabato 6 e domenica 7 giugno 2015
I dettagli nel programma allegato


Fonte: A.N.P.I. NAZIONALE