Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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"Lavoriamo tutti insieme per combattere l'odio e il razzismo in ricordo di Sacko Soumayla. La Resistenza continua"

5 Giugno 2018

"Siamo indignati per il bagno di sangue in Palestina: ONU e UE intervengano immediatamente"

15 Maggio 2018


2 giugno 2018
Bologna


Mercoledi' 9 Maggio 
ore 15,00
presso il palazzo Municipale in Piazza Bignami 3

BENEDICTA TRA STORIA E NATURA




Lettera a seguito della presenza del consigliere comunale Gambino con la fascia da 
Sindaco alla celebrazione dei Caduti RSI al Cimitero di Staglieno.
Lettera aperta al sindaco della città 
No,  sindaco Bucci. Autorizzare un consigliere comunale ad andare, con la fascia tricolore, 
al cimitero di Staglieno a rendere omaggio ai caduti della RSI 
non è un atto di pietà per i morti. 
È una presa in giro degli altri morti, quelli della Resistenza, quelli della deportazione, 
civile e militare, quegli stranieri che hanno scelto di battersi per la nostra liberta', 
come altri nostri 
concittadini hanno fatto in altri paesi. Uomini e donne che lei stesso ha ricordato 
solo pochi giorni fa, il 25 aprile.
Loro sono stati uccisi perché sostenevano quella libertà, quei diritti e quei valori 
che i repubblichini volevano soffocare e hanno sempre soffocato. 
La presenza, insieme al consigliere comunale Gambino e al 
consigliere regionale Vaccarezza, 
dei militanti di Lealtà ed Azione, le cui idee si rifanno al fascismo 
(quindi vietate dalla Costituzione)
 è una provocazione. Lei Sindaco Bucci ha parlato in piazza Matteotti il giorno 
dell'anniversario della
 Liberazione anche grazie all'impegno di ANPI, che ha dovutamente chiesto 
rispetto per l'istituzione che Lei rappresenta a chi la contestava.
Queste regole di convivenza, questo rispetto, da sempre i fascisti non lo conoscono.  
Le chiedo perciò di avere Lei quel rispetto, dissociandosi da quanto é  
accaduto, perché, le ricordo, 
il significato della medaglia d'oro al valor militare della quale è insignito 
il nostro comune, 
è frutto della lotta e del sacrificio della nostra città che tanto è costata in vite umane. 
Le chiedo anche di far rispettare la Costituzione della Repubblica che è il risultato migliore 
di quei sacrifici e quelle lotte, Costituzione che non è afascista, 
ma ANTIFASCISTA, 
sulla quale lei stesso ha giurato.
Spero proprio che lei, sindaco, si renda conto che una pretesa equidistanza, 
non può e non deve esistere.

Massimo Bisca
Presidente ANPI Genova


Lettera aperta al sindaco della città

No,  sindaco Bucci. Autorizzare un consigliere comunale ad andare, con la fascia tricolore, al cimitero di Staglieno a rendere omaggio ai caduti della RSI non è un atto di pietà per i morti. È una presa in giro degli altri morti, quelli della Resistenza, quelli della deportazione, civile e militare, quegli stranieri che hanno scelto di battersi per la nostra liberta', come altri nostri concittadini hanno fatto in altri paesi. Uomini e donne che lei stesso ha ricordato solo pochi giorni fa, il 25 aprile. 
Loro sono stati uccisi perché sostenevano quella libertà, quei diritti e quei valori che i repubblichini volevano soffocare e hanno sempre soffocato. La presenza, insieme al consigliere comunale Gambino e al consigliere regionale Vaccarezza, dei militanti di Lealtà ed Azione, le cui idee si rifanno al fascismo (quindi vietate dalla Costituzione) è una provocazione. Lei Sindaco Bucci ha parlato in piazza Matteotti il giorno dell'anniversario della Liberazione anche grazie all'impegno di ANPI, che ha dovutamente chiesto rispetto per l'istituzione che Lei rappresenta a chi la contestava.
Queste regole di convivenza, questo rispetto, da sempre i fascisti non lo conoscono.  Le chiedo perciò di avere Lei quel rispetto, dissociandosi da quanto é  accaduto, perché, le ricordo, il significato della medaglia d'oro al valor militare della quale è insignito il nostro comune, è frutto della lotta e del sacrificio della nostra città che tanto è costata in vite umane. Le chiedo anche di far rispettare la Costituzione della Repubblica che è il risultato migliore di quei sacrifici e quelle lotte, Costituzione che non è afascista, ma ANTIFASCISTA, sulla quale lei stesso ha giurato.
Spero proprio che lei, sindaco, si renda conto che una pretesa equidistanza, non può e non deve esistere.

Massimo Bisca
Presidente ANPI Genova
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COMUNICATO DELLA SEZIONE A.N.P.I. DI GENOVA PRA’  SEGUITO DELL’AGGRESSIONE AVVENUTA NELLA NOTTE DEL 12 GENNAIO 2018 AI DANNI DI ALCUNI MILITANTI ANTIFASCISTI.
 
La sezione ANPI di Genova Pra’ intende portare la solidarietà ai compagni colpiti dall’aggressione di presunti elementi appartenenti a Casapound nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2018 nella zona di piazza Tommaseo.
Nell’esprimere la solidarietà, intendiamo anche ribadire alcune nostre convinzioni, come quella che queste organizzazioni fasciste debbano essere messe fuorilegge e represse in nome del divieto di ricostituzione del partito fascista.
Non si può da parte delle istituzioni cadere nella finta ingenuità del non utilizzo da parte di queste  organizzazioni di simboli e parole richiamanti in maniera esplicita il fascismo, per giustificare la loro sopravvivenza.
E’ finito il tempo di queste soluzioni.
Solo una parola d’ordine dovrà, a nostro avviso essere adottata d’ora in avanti, quella della messa fuorilegge.
Pertanto facciamo appello alle Istituzioni competenti affinchè intervengano prontamente per chiudere le sedi fasciste presenti nella nostra città.
 
                                                                                                                     
IL DIRETTIVO
SONO USCITI DALLE FOGNE I TOPI
Comunicato di Genova Antifascista a seguito dei fatti del 12 gennaio 2018
Nella tarda serata di venerdì 12 gennaio un gruppo di antifascisti e antifasciste, intenti ad affiggere manifesti nella zona di piazza Tommaseo, è stato improvvisamente aggredito da circa trenta fascisti militanti appartenenti a Casa Pound, usciti dalla loro sede di via Montevideo.
Brandivano bottiglie, cinghie e coltelli. Nel breve scontro che si è svolto, un compagno accorso per difendere un altro è stato circondato e colpito due volte: il coltello ha oltrepassato gli indumenti causando una ferita alla schiena.
I fascisti, maestri della menzogna e vigliaccheria, stanno già producendo ricostruzioni assurde riguardo alla dinamica, parlando di "assalti" al covo di Casa Pound e a fantomatiche "violenze sulle donne".
Questi sono i fascisti del terzo millennio, cambiano nome, si spacciano da onlus e, sfruttando lo sdoganamento in atto da anni di partiti del centro sinistra e dall'appoggio delle destre, vorrebbero anche presentarsi alle prossime elezioni.
Ma la verità è una. I fascisti agiscono sempre e solo in un modo: alle spalle e con le lame.
Anche questa volta hanno mostrato il loro vero volto. Anche questa volta ci ritroveremo nelle strade.
Solidarietà ai nostri compagni aggrediti.
NON UN PASSO INDIETRO!