Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Napolitano e Verdini: non ci fate paura
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Manca poco, oramai, al voto decisivo sullo sgorbio costituzionale che il governo chiama “riforma” della Costituzione del ’48.
Il ministro Boschi, modestamente, ha messo le mani avanti affermando che “Il padre della riforma è Giorgio Napolitano”. E già si annuncia uno storico intervento in aula del senatore a vita e padre costituente, facente le veci anche del presidente della Repubblica che tace e forse si vergogna. Sarà difficile però a Giorgio Napolitano evitare l’ applauso commosso del suo partner, Denis Verdini che con i suoi “fratelli” (alcuni dei quali noti soprattutto per una loro indecente propensione al sessismo) ha salvato capra e cavoli, acquistando benemerenze che solo in futuro conosceremo.
Eccoci qua: il Parlamento dichiarato illegittimo dalla Consulta, un capo del governo che non ha mai partecipato ad una elezione politica presentando un suo programma elettorale, un documento della J.P.Morgan indicativo delle richieste della Finanza che conta e una truppa di senatori convinti all’ultimo istante hanno cancellato l’impianto parlamentare della Costituzione, incidendo pesantemente anche sulla prima parte.
Su una cosa però non possiamo non concordare con la Boschi: e cioè che il vero “padre” sia Napolitano, con i suoi messaggi di fine d’anno, i suoi due messaggi di investitura, il suo operare da grand commis, i governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Possiamo chiederci perché l’abbia fatto, di abolire e mortificare fino a questo punto una delle due Camere previste dal nostro sistema istituzionale. Non certo per modificare il bicameralismo perfetto, obiettivo che con ben altre soluzioni, tutte dignitose, poteva ottenere. E allora?
C’è purtroppo qualcosa che suona come una rivincita, una sorta di ripicca nell’atteggiamento dell’ex presidente. Qualcosa che riguarda lui e la sua storia di fervente comunista prima e poi di craxiano tenuto a freno da uno partito che non era ancora di destra come lui. C’è una voglia di vendetta che viene da lontano. E soprattutto non c’è niente di quello spirito repubblicano e liberale che molti vorrebbero accreditarsi.
Ma dove è lo spirito della Costituente in questi personaggi da commedia? Dove sono finite le lezioni di rispetto delle minoranze, di ascolto dei cittadini, di disponibilità al dialogo, di preoccupazione per i contrappesi che la nostra sempre fragile democrazia richiede a salvaguardia, per i tempi peggiori. E che i padri della patria avevano ritenuto essenziali nello stabilire  i diritti e i doveri del popolo italiano finalmente libero…
No, senatore a vita Napolitano: lei sarà con Verdini il “padre” di questo sgorbio e noi dobbiamo solo sperare che non debba pentirsene.
Il governo sta già facendo la sua campagna per il referendum. Invade ogni trasmissione Rai e i grandi giornali.  Per fortuna ce ne sono di meno grandi, ma più attenti e più democratici.La società civile si sta organizzando, nonostante le “minacce” e i “veti” più o meno espliciti che volano nell’aria. Non sarà una passeggiata, ma dobbiamo essere pronti: molti  di noi non oserebbero più guardarsi allo specchio, se mettessimo la testa sotto la sabbia per paura.
Il governo non ci fa paura. E soprattutto non ci fate paura voi, padri costituenti, Napolitano e Verdini.

FONTE:
http://www.libertaegiustizia.it/2015/10/14/napolitano-e-verdini-non-ci-fate-paura/


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