Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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La crisi in Forza nuova
Una continua scissione strisciante verso la Lega nord
Redazione  -  Osservatorio democratico  -  20/05/2014


Dopo il 25 maggio si chiarirà definitivamente la situazione in Forza nuova. Si sta solo aspettando che si concluda la campagna elettorale, non tanto per le europee, dato che Fn non è presente, quanto per le comunali, dove invece l’organizzazione si è presentata in alcune situazioni. 
La diaspora sembrerebbe imminente. Dopo l’abbandono di Marco Mantovani, storico dirigente milanese, seguito da altri forzanovisti, con tanto di commissariamento del cosiddetto Presidio, la storica sede, nei giorni scorsi è stata la volta di Fn Bergamo. In questa situazione una quindicina di militanti se ne sono andati citando insanabili divergenze politiche col coordinatore regionale Salvatore Ferrara e diffidando chiunque di associarli ancora al partito. A precederli, qualche mese fa, i varesotti che avevano chiuso le sedi, per altro, appena inaugurate alla presenza di Roberto Fiore.  Alla fine in Lombardia se ne andranno da Forza nuova quasi tutte le sezioni. A rimanere, giusto il coordinatore regionale, più qualche nucleo sparso dalle parti del comasco e del bresciano. 
La crisi è in realtà nazionale. Roberto Fiore, non a caso, viene sempre più accusato di aver portato al declino Fn e risulta sempre più delegittimato. A pesare non poco anche la grave situazione finanziaria dell’organizzazione, gravata da consistenti debiti con relativa esposizione di diversi suoi dirigenti. L’unica realtà costruita in questi anni che ha avuto un andamento positivo è stata la Lega della terra, una specie di piccola gallina dalle uova d’oro che ha intessuto relazioni e ottenuto finanziamenti. Con ogni probabilità si troverà presto anch’essa al centro di contrasti per il suo controllo.
L’epicentro della crisi forzanovista è certamente al Nord dove anche Luca Castellini, il coordinatore settentrionale, sta meditando a sua volta di uscire. L’approdo per la maggioranza di costoro, a partire da Marco Mantovani, sembrerebbe essere la Lega Nord, con buona pace del nazionalismo tanto conclamato. Gruppi più piccoli potrebbero confluire in Lealtà azione, ma anche nei Fratelli d'Italia e in Progetto Nazionale. Al momento l’area di parcheggio è rappresentata da una nuova associazione denominata col nome latino Patriae-Fronte dei popoli europei, fondata dall’ex deputato di Alleanza nazionale Alberto Arrighi, ma in realtà finanziata dalla stessa Lega, presente con Matteo Salvini alla sua inaugurazione ufficiale nel marzo scorso alla Camera dei deputati. A fare da ala ad Arrighi, anche alcune vecchie conoscenze del neofascismo milanese: Vincenzo Sofo e Fabrizio Fratus, animatori del circolo Il talebano. Ultimamente ha anche aderito Massimilliano Stark Russo, l’ex segretario provinciale di Milano de La Destra di Storace. Senza equivoci l’orientamento: «Riteniamo oggi l’unico segretario di partito che sta difendendo senza se e senza ma la sovranità nazionale dal mostro di Bruxelles e l’interesse di tutti gli italiani contro la moneta di Francoforte, sia il segretario federale della Lega Matteo Salvini. Chi proviene dalla nostra storia politica non può non riconoscerlo e ha oggi il dovere di schierarsi». Più chiaro di così! 


FONTE:http://www.osservatoriodemocratico.org/page.asp?ID=3476&Class_ID=1004

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