Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Il salvacondotto

Violante, perché lo fai?

di Sandra Bonsanti

Credo che dal punto di vista dello Stato, del nostro Stato e della nostra Nazione, nessun momento storico sia stato altrettanto devastante dell’attuale, il momento che stiamo vivendo.
Mai tanti tradimenti della Carta, mai tante insidie e tanta determinazione a distruggerne lo spirito e i principi, allo scopo di sorreggere un sistema di intese che si intende bloccare. In vista di un nuovo “ordine” o “ordinamento” che non potrà non essere inglorioso perché nato sulle macerie della più nobile delle nostre culture: quella che ha alle spalle la storia della nostra riscossa dal nazifascismo.
Roba vecchia? No, il meglio che la nostra giovane democrazia ci ha dato.
In questa corsa dissennata e cieca alla erosione delle nostre radici, dei principi più elementari di giustizia che ci sono stati tramandati, si distinguono alcuni personaggi e alcune forze politiche: comportamenti meschini, espedienti che ricordano quell’arte italica di arrangiarsi e di “fregare” il prossimo che fu raccontata dal genio di Alberto Sordi.
Come descrivere ad esempio l’atteggiamento di Luciano Violante che sembra aver deciso di offrire agli azzeccagarbugli del Pdl la sponda e le motivazioni per salvare Berlusconi che nemmeno loro erano stati capaci di inventarsi? Che presta loro la faccia per sostenerle?
Ha un’idea, Luciano Violante del male che sta facendo a quello che era il suo partito, una storia a sostegno della Costituzione e in generale a quell’area vasta di cittadini delusi e in fuga dalla politica?
La sua offerta di comprensione a Berlusconi, quasi fosse un innocente ingiustamente perseguitato (tesi del Pdl) e meritevole d’esser trattato diversamente da tutti gli altri cittadini italiani, getta discredito su gran parte del Pd e lascia molto dubbiosi sulla affidabilità attuale e futura del partito.
Inoltre, sforzandosi di salvare ancora una volta l’uomo “eccezionale” che ha segnato la sorte della seconda Repubblica, Violante non fa altro che confermare il principio che il Potere sia l’unico motore della società italiana. Col potere, da noi, si ottiene tutto, tutto dunque si deve e si può fare per ottenere e mantenere il potere.
Berlusconi ha il diritto di difendersi dopo una condanna definitiva?
E noi, cittadini che soffriamo di questa continua violazione della legalità e della politica istituzionale, chi ci protegge?
Non mi addentro nelle spiegazioni che si danno della disponibilità di Violante, tutte abbastanza malevoli. Non voglio crederci.
Non voglio credere che nelle segrete stanze dove da sempre si decidono le sorti della politica, ci si prepari già al dopo Napolitano, all’interno di una pura e semplice prosecuzione delle larghe intese, di un governo che non ha alternative. Abbiamo bisogno di ritrovare la civiltà del dissenso e la possibilità a dissentire senza esser tacciati di inseguire l’antipolitica. Abbiamo bisogno di ritrovare la voglia (e in certe situazioni il coraggio) di essere obiettori e di dire che questo sistema di potere non ci piace. Abbiamo bisogno di sapere che la vera posta in gioco è la Costituzione che l’intesa fra antichi e nuovi eversori vuole stravolgere per consegnarci alla fine a un uomo forte che decida per tutti.
Abbiamo bisogno di respirare.
Di rivendicare il diritto di lasciare Berlusconi ai suoi avvocati e ai suoi seguaci, e alle sentenze dei tribunali.
Lui continua a fregarci e Violante lo aiuta.

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