Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Preannunciato ennesimo raduno neonazista in Lombardia

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È in preparazione, tra Erba e Canzo, in provincia di Como, dal 27 al 28 luglio, in un capannone messo a disposizione da uno spedizioniere privato, un meeting a carattere nazionale promosso da Militia Como, con l’adesione di Forza nuova e di tutto il circuito di Hammerskin e Lealtà azione. L’incontro, formalmente sotto la dicitura di “Festa d’estate Atto III”, vedrà insieme sigle assai diverse per storia e caratteristiche, riunite ora in un appuntamento che si vorrebbe nazionale. Al centro dell’iniziativa Militia Como e Forza nuova.
Militia di Como è da sempre in stretti rapporti con alcune vecchie figure dell’eversione nera degli anni Settanta. Solo un paio d’anni fa, il 14 gennaio 2011, presso la sala della Circoscrizione n. 4, a Camnago Volta, invitò a una pubblica conferenza Stefano Delle Chiaie, l’ex capo di Avanguardia nazionale, e Giancarlo Rognoni, il leader milanese di Ordine nuovo, condannato per la tentata strage del 7 aprile 1973 sul treno Torino-Roma. Il 12 maggio scorso, per non smentirsi, Militia aveva invece presentato a Lecco (sempre nella sala di un consiglio di zona) il libro Atmosfere in nero di Mario Merlino, il noto provocatore di Avanguardia nazionale della fine degli anni Sessanta (passò alla storia per le sue infiltrazioni a sinistra). Dal canto suo, sempre a Como, il 27 gennaio 2012, Forza nuova organizzò nella sua sede in via Napoleona 1 la proiezione di “Wissen macht frei” (“La conoscenza rende liberi”), il primo documentario negazionista dell’Olocausto edito in Italia, nell’occasione definito “pesce d’aprile ebraico”.
La Digos ne sequestrò una copia. A organizzare l’evento fu Mirko Viola, arrestato nel novembre 2012, e successivamente condannato a due anni e otto mesi, «per associazione per delinquere facente capo alla Sezione italiana del sito Stormfront», dedito, secondo il mandato di cattura, «alla diffusione di ideologie razziste», ma anche (secondo la sentenza) alla costituzione «di un gruppo operante con una struttura più ampia avente le caratteristiche tipiche di movimenti che ricordano lo spontaneismo armato di alcune formazioni di estrema destra operanti in Italia a cavallo degli anni '80». Nelle motivazioni della stessa sentenza, oltre alle minacce a giornalisti, ad autori come Roberto Saviano e a rappresentanti della comunità ebraica romana, è stato evidenziato anche il passo in cui Viola si dice pronto «a portare una bella testa di maiale grondante sangue da lanciare contro i mussulmani». Anche per questo, non tanto misteriosamente, sulla bozza della locandina approntata per l’occasione troneggia un maiale sorridente. Un palese omaggio in chiave razzista proprio a Mirko Viola, per altro nuovamente in carcere (a San Vittore) da pochi giorni per aver violato gli obblighi degli arresti domiciliari.
Mentre arrivano le adesioni del Veneto fronte skinheads di Piero Puschiavo, dell’associazione Raido di Roma, un gruppo di fanatici di Evola e di Codreanu (il fondatore della Guardia di ferro rumena), di Maurizio Murelli dello Spazio Ritter di Milano, dell’associazione Zenit, tra i promotori della manifestazione del 15 giugno scorso a Roma di tutta l’estrema destra in difesa del dittatore siriano Assad, del Gud di Trieste (Gruppo unione difesa), il rischio evidente è il possibile ripetersi, nuovamente in Lombardia, di appuntamenti a carattere nazionale, con il convergere da più parti di militanti neonazisti, come è già accaduto il 20 aprile scorso a Varese (per il compleanno di Hitler) e a Milano, presso Rogoredo (organizzato dagli Hammer), il 15 giugno appena passato.
Che non si tratti di una semplice grigliata fra amici, con contorno di bande nazirock (sul palco sono attesi i Malnatt e i Gesta Bellica), è più che evidente. Sarebbe tempo di vietare appuntamenti di questa natura, luogo privato o meno, il cui scopo, in definitiva, è solo quello di propagandare l’odio razziale.

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