Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Sindaco di Affile e due assessori accusati di apologia del fascismo

Per il mausoleo Graziani di Affile indagati sindaco e 2 assessori. L'accusa: apologia di fascismo. E' questa, in un paio di giorni, la seconda tegola che cade sulla testa della chiacchierata Giunta di centrodestra del Comune in provincia di Roma nota alle cronache per il busto a Giorgio Almirante e per un "mauseoleo" in onore del criminale di Guerra, Riodolfo Graziani.
Prima infatti - la notizia è di due giorni fa - il nuovo governatore della Regione Lazio, Zingaretti, ha sospeso il finanziamento sollevando gravi dubbi sulla correttezza anche formale della decisione della Giunta comunale. In buona sostanza - questa è la tesi del nuovo governatore - il sindaco e gli assessori per il mauseoleo a Graziani - che tra l'altro era uno dei firmatari delle leggi razziali - avrebbero utilizzato dei soldi che erano in origine destinati alla creazione di un parco all'interno del quale doveva sorgere un monumento al milite ignoto.
Ma ora si è mosso anche il giudice che su denuncia dell'Anpi, accusa di apologia di fascismo il sindaco Ercole Viri e due assessori, Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni.
A indagarli è la Procura di Tivoli propio per la costruzione del sacrario intitolato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, tra l'altro ministro della Repubblica di Salò.
Il loro coinvolgimento nell'inchiesta è legato alla delibera con la quale fu decisa l'intitolazione del monumento a Graziani e per il quale ora la Regione Lazio ha sospeso l'erogazione dei finanziamenti.
Gli indagati saranno interrogati a breve dal procuratore Luigi De Ficchy, titolare del fascicolo processuale aperto sulla base di una denuncia presentata dall'Anpi.
Da registrare che qualche notte fa ignoti hanno imbrattato con vernice rossa il sedicente mausoleo che da mesi è al centro di forti contestazioni. L'opera è costata 127 mila euro con fondi della Regione.

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