Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Contro il neofascismo, il nazismo e l’antisemitismo

Contro il neofascismo, il nazismo e l’antisemitismo. Questa la triplice parola d'ordine che sintetizza un ordine del giorno approvato dal Comitato Nazionale dell’ANPI.
"Considerato - si spiega - che le manifestazioni neofasciste si stanno moltiplicando in tutta Italia, con adunate, celebrazioni della Marcia su Roma, raduni a Predappio, indizioni di assemblee pubbliche in tutta Italia; che tutto questo si unisce ad episodi gravissimi come quello del sacrario in ricordo di Rodolfo Graziani e ad altri addirittura ridicoli come quello del preside che ha tentato di collocare nell’aula magna di una scuola il ritratto di Benito Mussolini o la proposta, a Forlì, di intitolare l’aereoporto della città a Benito Mussolini; che, ancora, tutto questo si collega, più o meno direttamente, alle contemporanee irruzioni di giovani della destra fascista in alcune scuole di Roma.
"Considerato altresì - si aggiunge - che basta immettersi nella rete per trovare, manifestazioni altrettanto (e spesso più ancora) inaccettabili di fascismo e razzismo, con simboli inequivocabili e raccapriccianti;  che su vari siti nel web, appaiono quotidianamente scritti d’immonda propaganda antiebraica, che vanno perfino al di là del più bieco negazionismo, per irridere al sacrificio di Anna Frank, fare dichiarazioni deliranti di soddisfazione per la morte di Shlomo Venezia, e così via, in un crescendo di brutalità e di razzismo senza limiti."
Il Consiglio nazionale dell'Anpi "ritiene che la misura sia ormai colma e che si debba finalmente porre fine a questa orgia di apologia del fascismo e dell’ideologia di un partito che ha ucciso oppositori, altri ne ha destinati a lunghi periodi di detenzione e/o di confino, ha mandato a morire tanti giovani in guerre assurde e perdute, ha perseguitato gli ebrei con le leggi razziali e in tante altre forme, in aiuto alle barbarie dei nazisti".
"Considerato altresì che non è più tollerabile che non siano gli organi di Stato, le istituzioni pubbliche a far cessare queste vergognose manifestazioni, che richiamano alla mente soltanto orrore e morte e che è tempo che intervenga il Governo, si  muovano i Prefetti e i Questori, i preposti all’ordine pubblico, l’Autorità giudiziaria, per quanto di competenza di ciascuno. È fortemente auspicabile, nel contempo, che alla latitanza di molti partiti e della politica su queste tematiche, si sostituisca un rinnovato impegno".
"Ritenuto - continua la nota - che non è più accettabile che, nel nostro sistema giuridico, manchi ancora una normativa diretta a troncare il diffondersi di fenomeni come quelli sopra descritti, su un “palcoscenico privilegiato” come quello del web e che sarebbe ora che il Governo procedesse alla ratifica del "protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest" relativo agli atti di natura razzista e xenofoba, promosso dal Consiglio di Europa per un migliore coordinamento delle polizie per la prevenzione e repressione dei crimini informatici, con specifico riferimento alle varie forme di antisemitismo e razzismo".
"Questa sciagurata éscalation di neofascismo e di razzismo - si sottolinea - deve trovarsi di fronte ad una barriera opposta dall’intera struttura dello Stato democratico, prima ancora che siano i cittadini ad opporsi, come peraltro stanno facendo, in tanti e da tempo, ma inutilmente.
Di questo quadro vergognoso se ne cominciano ad accorgere anche all’estero, dove non pochi giornali hanno dedicato largo spazio (ovviamente critico) alla vicenda del Sacrario per Graziani. Abbiamo attraversato periodi sgradevoli – oggi superati – in cui il nostro Paese veniva considerato con alterigia e disprezzo da altri popoli. Non possiamo accettare che ci considerino come un luogo pieno di “nostalgici”, che aspirano ad allinearci con alcuni tra i Paesi meno democratici di Europa".

L’ANPI - si ricorda - ha lanciato un programma di impegno antifascista, il 25 luglio 2012, assieme all’Istituto Cervi ed ha invitato tutti i propri organismi periferici a mobilitarsi per difendere la nostra Carta Costituzionale. Ma bisogna fare ancora di più e bisogna coinvolgere i troppi cittadini disattenti o distratti, che ignorano o sottovalutano la pericolosità di questo fenomeno e di tutto ciò che sta accadendo in tante parti d’Italia. Soprattutto, occorre che siano coinvolte le istituzioni, a cominciare dal Governo".
L’ANPI - si annuncia - chiederà un incontro al Ministro dell’interno per consegnare formalmente un dossier con le notizie delle principali manifestazioni fasciste e razziste dell’anno in corso, per valutare la situazione e le prospettive e chiedere che si superi l’arcaica concezione secondo la quale questi fatti possono porre, al più, qualche problema di ordine pubblico, per  entrare, invece, in campo con decisione, in tutte le forme previste dalla legge, in difesa della democrazia e dei valori portanti della Costituzione.
Analoga richiesta di incontro verrà indirizzata al Ministro della Pubblica Istruzione, perché non c’è dubbio (era scritto perfino nella legge “Scelba” del 1952, all’art. 9) che è proprio dalla scuola che occorre partire per creare una vera cultura democratica e antifascista, fornendo ai giovani dati storici e informazioni concrete su ciò che è avvenuto, in Italia, dal 1922 al 1945. Allo stesso Ministro, che ha partecipato, lo scorso anno, ad un viaggio – con studenti – ad Auschwitz, si chiederà un impegno per contribuire a rimuovere ogni ostacolo che si sta opponendo ai viaggi della memoria, tanto importanti anche ai fini formativi.
Verrà, altresì, richiesto un incontro col Vicepresidente del  Consiglio superiore della Magistratura, per studiare le forme di sensibilizzazione, su questi temi, all’interno del sistema giudiziario, anche mediante inserimento di alcune specifiche materie nei corsi di formazione, centralizzati e decentrati.
Infine, verrà chiesto un incontro al Ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi, che più volte ha assunto ferme posizioni specialmente a riguardo delle manifestazioni di razzismo e antisemitismo, per valutare quali iniziative possano essere assunte, sotto ogni profilo, per stroncare i gravi fenomeni più sopra denunciati, anche prendendo ispirazione da quanto si è fatto e si sta facendo in altri Paesi europei contro il negazionismo e raccogliendo gli appelli che sono comparsi anche sulla stampa (v. articoli di M. Pirani su “Repubblica” del 1 e 10 ottobre 2012).
"Nei prossimi mesi - si preannuncia - si compirà una verifica attenta di quanto si è potuto attuare e dei concreti risultati raggiunti; verifica che sarà peraltro effettuata in forma pubblica, ed eventualmente in concorso con altre Associazioni interessate, anche per il coinvolgimento della cittadinanza nel suo complesso".
"L’ANPI - sottolinea il documento - tiene a ribadire, conclusivamente, che non è questo il Paese che sognavano i combattenti per la libertà e che è necessario ricondurlo al più presto entro i binari della legalità, della democrazia e dell’antifascismo, anche per rispetto al sacrificio di quanti hanno perduto la vita, combattendo contro i fascisti ed i tedeschi, per dare al nostro Paese la libertà. Tutta l’Associazione è fortemente impegnata – e deve esserlo sempre di più – per impedire una insopportabile deriva, populista, razzista e nostalgica del fascismo; ci dobbiamo considerare permanentemente impegnati a difendere i valori della democrazia e della Costituzione".
FONTE A.N.PI. NAZIONALE

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