Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Incendiato il presidio Fiom davanti alla Maserati

Raid notturno a pochi giorni dal blitz neofascista: distrutto col fuoco il container del sindacato operaio in conflitto con il Gruppo Fiat. La condanna di Pighi.



MODENA. A pochi giorni dal raid neofascista che ha imbrattato con croci celtiche le pareti, nella notte tra ieri e oggi è stato dato fuoco al container della Fiom davanti allo stabilimento della Maserati. Ignoti hanno appiccato il rogo con il chiaro intento di distruggere un simbolo di presidio degli operai legati al sindacato in tensione con la dirigenza del Gruppo Fiat (al quale appartiene anche la Maserati). Sconosciuti gli autori del gesto. Su di loro indagano la Procura e la Digos di Modena.
“Un atto gravissimo che fa seguito ad altri tentativi di denigrazione e intimidazione nei confronti di questa organizzazione sindacale”, è quanto afferma il sindaco di Modena Giorgio Pighi in relazione all’attentato.


“Il container -prosegue Pighi- rappresenta la volontà dei lavoratori della Fiom di stare in fabbrica, con le loro idee e le loro posizioni, ovviamente discutibili, ma sempre rispettabili, comunque patrimonio del lavoro modenese”.



Il sindaco, nel condannare l’accaduto, esprime solidarietà e vicinanza alla Fiom e invita le forze e le istituzioni democratiche a tenere alta la soglia dell’attenzione. “Quando si brucia un simbolo -afferma- non si colpisce solo quel simbolo e quel che rappresenta, si colpisce quel che di meglio esprime la democrazia e cioè la libertà di pensiero”

FONTE GAZZETTA DI MODENA

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