Custodivano in casa armi e simboli "nazi-fascisti". Arrestati padre e figlio
Padre e figlio, già conosciuti dalle forze dell'ordine per episodi di violenza, sono stati arrestati per detenzione abusiva di armi. Le manette sono scattate dopo un lavoro della Digos e della Polizia postale, avviato da una denuncia per minacce partite su alcuni profili di Facebook inneggianti a fascismo e nazismo
La Digos di Alessandria, insieme con la Polizia postale, ha portato a termine un'importante operazione conclusasi con l'arresto di G.S., di 46 anni, e M.V. S., di 27, padre e figlio di Solero. I due, già noti alle forze dell'ordine (fermati a ottobre scorso, per aver aggredito un uomo ferendolo con un'arma da fuoco), dopo attente indagini sono risultati i gestori di alcuni profili facebook inneggiati all'odio razziale e ad altre forme di discriminazione e istigazione alla violenza, con più di un riferimento a motti e simboli riconducibili al movimento fascista e a quello nazista.
L'operazione è nata da una denuncia, effettuata da una donna alessandrina, per alcuni episodi di minacce e insulti perpetrati proprio attraverso i social network, ma l'operazione, grazie alla perizia degli agenti, sottolineata dal Questore Filippo Dispenza, ha portato allo scoperta di reati ancora più gravi. Grazie al lavoro della Polizia postale, come ha spiegato la dirigente Fabiola Silvestri, in collaborazione con il social network Facebook, è stato possibile risalire all'identità di padre e figlio, ben noti alla Digos. Vista la gravità degli indizi riscontrati dagli inquirenti è scattata una perquisizione nell'abitazione dei due, durante la quale sono stati rinvenuti diversi materiali atti a offendere, comprese due vere e proprie pistole, con munizioni di plastica modificate, riempite di piombo e altri pallini metallici, in grado di essere così potenzialmente mortali. Spiega Stefano Damonte, comandante della Digos di Alessandria: "le armi non erano neppure occultate in casa, se non in maniera blanda. Si tratta di armi pericolosissime, modificate per far ancora più danni. Abbiamo anche ritrovato magliette e altri simboli nazisti o fascisti. Nella perquisizione sono stati sequestrati alcuni pc, un ipad e delle chiavette usb, ora al vaglio della magistratura. Alcune delle munizioni di calibro 12,5 modificate sono risultate già esplose, segno evidente che se le armi non sono state utilizzate direttamente in episodi di violenza hanno comunque sparato e in mano a soggetti così pericolosi erano sicuramente una minaccia costante. Alcune delle armi da taglio avevano la lama affilata di fresco. Una delle spade è stata ritrovata nell'auto utilizzata abitualmente dai due".Di seguito l'elenco completo degli oggetti sequestrati.
L'operazione è nata da una denuncia, effettuata da una donna alessandrina, per alcuni episodi di minacce e insulti perpetrati proprio attraverso i social network, ma l'operazione, grazie alla perizia degli agenti, sottolineata dal Questore Filippo Dispenza, ha portato allo scoperta di reati ancora più gravi. Grazie al lavoro della Polizia postale, come ha spiegato la dirigente Fabiola Silvestri, in collaborazione con il social network Facebook, è stato possibile risalire all'identità di padre e figlio, ben noti alla Digos. Vista la gravità degli indizi riscontrati dagli inquirenti è scattata una perquisizione nell'abitazione dei due, durante la quale sono stati rinvenuti diversi materiali atti a offendere, comprese due vere e proprie pistole, con munizioni di plastica modificate, riempite di piombo e altri pallini metallici, in grado di essere così potenzialmente mortali. Spiega Stefano Damonte, comandante della Digos di Alessandria: "le armi non erano neppure occultate in casa, se non in maniera blanda. Si tratta di armi pericolosissime, modificate per far ancora più danni. Abbiamo anche ritrovato magliette e altri simboli nazisti o fascisti. Nella perquisizione sono stati sequestrati alcuni pc, un ipad e delle chiavette usb, ora al vaglio della magistratura. Alcune delle munizioni di calibro 12,5 modificate sono risultate già esplose, segno evidente che se le armi non sono state utilizzate direttamente in episodi di violenza hanno comunque sparato e in mano a soggetti così pericolosi erano sicuramente una minaccia costante. Alcune delle armi da taglio avevano la lama affilata di fresco. Una delle spade è stata ritrovata nell'auto utilizzata abitualmente dai due".Di seguito l'elenco completo degli oggetti sequestrati.
nr. 2 pistole, di cui una a rotazione ed una a doppia canna, quest’ultima utilizzabile per sparare cartucce in plastica che, nella circostanza, erano state alterate attraverso l’introduzione, all’interno dei proiettili stessi, di palline d’acciaio;
un elevato quantitativo di munizioni alterate, alcune delle quali camerate nelle pistole, come sopra accennato;
nr. 1 bastone in legno riportante il volto di benito mussolini, la scritta “me ne frego” e la scritta “dux mussolini”;
nr. 1 elastico sportivo utilizzabile come fionda;
nr. 1 tirapugni;
nr. 1 spada e nr. 1 pugnale affilati accuratamente dai detentori;
nr. 2 magliette t-shirt, una di colore rosso ed una di colore nero, entrambe raffiguranti, su cerchio bianco, una svastica nera, simbolo del nazismo;
nr. 1 t-shirt nera con scritta bianca “svuota il caricatore sulla testa dello spacciatore” e con disegnata una pistola automatica e due pallottole;
vari strumenti atti ad offendere, quali coltelli e palline in acciaio, da utilizzare presumibilmente attraverso fionde;
altri fregi che richiamano le ideologie fascista e nazista, quali croci di guerra delle divise delle “ss” e immagini che ritraggono la figura di Benito Mussolini.
un elevato quantitativo di munizioni alterate, alcune delle quali camerate nelle pistole, come sopra accennato;
nr. 1 bastone in legno riportante il volto di benito mussolini, la scritta “me ne frego” e la scritta “dux mussolini”;
nr. 1 elastico sportivo utilizzabile come fionda;
nr. 1 tirapugni;
nr. 1 spada e nr. 1 pugnale affilati accuratamente dai detentori;
nr. 2 magliette t-shirt, una di colore rosso ed una di colore nero, entrambe raffiguranti, su cerchio bianco, una svastica nera, simbolo del nazismo;
nr. 1 t-shirt nera con scritta bianca “svuota il caricatore sulla testa dello spacciatore” e con disegnata una pistola automatica e due pallottole;
vari strumenti atti ad offendere, quali coltelli e palline in acciaio, da utilizzare presumibilmente attraverso fionde;
altri fregi che richiamano le ideologie fascista e nazista, quali croci di guerra delle divise delle “ss” e immagini che ritraggono la figura di Benito Mussolini.
17/08/2012
Fonte: Redazione - redazione@alessandrianews.it
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